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10 febbraio 2010
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GB : scandalo spese gonfiate e immunita' parlamentare
di Giulia Alliani

A Londra, il consulente legale dello Speaker della Camera, Michael Carpenter, dovrebbe, a breve, fornire il suo parere, non vincolante, sull'interpretazione da dare ai limiti dell'immunità parlamentare in base alla formulazione del principio attualmente in vigore, che risale al Bill of Rights del 1689, e in relazione alla pretesa di farsene scudo da parte dei tre parlamentari incriminati dalla Pubblica Accusa nell'ambito dello scandalo per le spese gonfiate.

Pare che Carpenter non sia propenso ad esprimersi in favore di un'interpretazione dell'immunità così estesa da coprire anche reati come quelli previsti dallo Theft Act (Legge sul Furto) del 1968, in base al quale sono stati accusati i laburisti Elliot Morley, David Chaytor e Jim Devine che, se dovessero essere processati e condannati nei normali tribunali, rischierebbero fino a sette anni di carcere.

Il governo, pur consapevole delle ambiguità dell'articolo sull'immunità, e sebbene fosse stato messo sull'avviso da un'apposita commissione del 1999, non ha mai presentato una legge che fissasse i criteri atti ad evitare, per il futuro, dubbi come quelli che oggi si sono puntualmente presentati. Per questo motivo il leader dell'opposizione, il Tory David Cameron, dopo alcuni giorni di silenzio e di riflessioni sulla strategia da adottare, pur contando tra i suoi colleghi non pochi protagonisti dello scandalo sui rimborsi spese, e anche un lord incriminato come i tre laburisti, ha deciso di partire all'attacco del premier Gordon Brown in un discorso pre-elettorale pronunciato alla University of East London.

Cameron ha annunciato che un eventuale governo conservatore modificherà la legge in modo da rimuovere l'immunita' in caso di processi penali. Peccato, hanno notato i laburisti, che solo l'anno prima Cameron avesse votato contro una proposta di legge che cancellava l'immunità nei casi di violazione dei Codici di Comportamento adottati dalle Camere. Intanto i parlamentari incriminati dovranno presentarsi l'11 marzo davanti alla Magistrates' Court della City of Westminster dove, sul punto dell'immunità parlamentare, verra' presa una decisione preliminare, prima dell'eventuale inizio del processo. Probabilmente la difesa sosterrà che le regole che governano le spese parlamentari riguardano unicamente il Parlamento e sono quindi al di fuori della giurisdizione dei tribunali.

Non essendoci precedenti in cui sia stato sollevato il punto dell'immunità a proposito di richieste non dovute di rimborso spese, potrebbe sorgere qualche perplessità per il mancato riconoscimento del diritto del Parlamento a regolare i propri rapporti interni. Se prevalesse questo orientamento non si celebrerebbe nessun processo e sarebbe il Parlamento a decidere come giudicare e sanzionare le infrazioni eventualmente commesse dai suoi membri.

Questa e' la soluzione che gli accusati preferiscono ma che, politicamente, e' la più temuta dai partiti di riferimento per le inevitabili ricadute sul rapporto di fiducia tra elettori e rappresentanti, ormai assai mal ridotto se non del tutto compromesso.

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