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02 settembre 2026
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Trump ha fatto un pasticcio con il voto per posta
di Aurora Gatti

Una fonte interna all'USPS (il servizio postale statunitense) rivela che il sistema per il voto per corrispondenza voluto da Trump è stato realizzato in fretta e furia, senza adeguati test, e potrebbe impedire a milioni di americani di ricevere la scheda elettorale a novembre.

L'intero lotto viene rispedito allo Stato per le correzioni necessarie; basta il caso di un'elettrice che si è sposata cambiando cognome, o che ha cambiato residenza, per innescare questa procedura. Tali dettagli emergono da una denuncia di 20 pagine, resa pubblica martedì dal senatore Richard Blumenthal, redatta per conto di un funzionario federale rimasto anonimo ma a conoscenza diretta del progetto.

Secondo la denuncia, l'USPS ha avviato seriamente la realizzazione del portale solo a giugno, concedendosi meno di tre mesi per un sistema che normalmente richiederebbe dai nove ai dodici mesi di sviluppo e messa a punto. Al personale informatico è stato detto che i requisiti erano talmente ovvi da non richiedere una documentazione scritta e che, in ogni caso, non c'era tempo.

I piani continuavano a cambiare. Per la fase di test da parte degli utenti reali erano stati previsti appena quattro giorni. Nell'ultima settimana, diversi funzionari del servizio postale hanno descritto la situazione come un vero e proprio disastro.

"Sembra che i vertici dell'USPS abbiano accantonato ogni buona prassi pur di accelerare il progetto in vista dell'entrata in funzione prevista per il 1° settembre, sollevando il dubbio se un eventuale fallimento catastrofico sia da considerarsi una caratteristica intenzionale del sistema piuttosto che un semplice difetto tecnico", si legge nel documento.

A giugno, il giudice federale Indira Talwani aveva ordinato all'USPS di sospendere lo sviluppo del sistema. La fonte interna riferisce che i lavori sono comunque ripresi a luglio; la scorsa settimana, il giudice Talwani ha criticato l'agenzia per tale comportamento. Resta in vigore il blocco imposto dal giudice sull'obbligo per gli Stati di utilizzare il portale. Il Dipartimento di Giustizia ha presentato ricorso.

La Carolina del Nord inizierà a spedire le schede elettorali questa settimana. Altri Stati seguiranno nel corso del mese.


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