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Nati perdenti
di
Rinaldo Battaglia *
Le tre potenze dell’Asse Berlino-Roma-Tokio iniziarono la guerra invadendo gli altri.
La Germania la Polonia il 1° settembre 1939 - 87 anni fa - noi il 10 giugno 1940 la Francia e poi la Grecia, il Giappone il 7 dicembre 1941 gli Usa.
Chi attacca di solito perde. E' la prima 'cruda legge della guerra', verrebbe da dire.
La seconda sarebbe che, a guerra finita i criminali - che quella guerra hanno voluto - venissero giudicati per i loro crimini.
In Germania fino al 1963 vi furono processi dei tedeschi contro i nazisti. Basta ricordare quelli del giudice Bauer.
Lo stesso in Giappone (Tojo fu processato, condannato e impiccato a fine dicembre 1948).
E da noi?
Nulla.
È li senza 'processare' il fascismo che abbiamo perso. E poi arrivarono le stragi neofasciste di Piazza Fontana, Brescia, Bologna, il golpe fallito di Borghese...
E nessuno che si chieda perché.
Anzi si va in pellegrinaggio a Predappio...si dedicano vie e mausolei. Solo poco tempo fa anche nel mio Veneto - dove la Xa Mas ha massacrato, rubato, ucciso, rastrellato giovani - un alti esponenti locale dei partiti del Governo Meloni hanno esaltato e onorato Junio Valerio Borghese, senza che nessuno del suo partito o dei partiti soci nel Governo, intervenissero.
Si chiama conoscenza storica di base. Che altro?
Inutile dire che in Italia abbiamo perso due volte quella guerra, così maledetta e criminale.
Quanto aveva ragione non molti anni fa il Premio Nobel José Saramago nel suo dire: "Io credo che ci sia la possibilità che il fascismo stia aspettando di tornare in Europa. Non verrà con camicie nere, né brune, né cose simili. Ma la mentalità fascista sta lì, è tornata. Davanti all’impotenza della democrazia, ormai in crisi. C’è una deriva molto chiara della società europea in direzione dell’estrema destra."
Abbiamo perso due volte quella guerra. Forse anche tre volte.
E, se ci guardiamo bene attorno, vien da dire che, probabilmente, già nel nostro 'dna' - come italiani - siamo nati perdenti.
1 settembre 2026 - Rinaldo Battaglia
* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio
 
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