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Voli di Stato sanitari: una precisazione
di Carlo La Vore
Quando si parla di trasporti sanitari d'urgenza o di rimpatri per cittadini italiani in difficoltà all'estero, c'è un principio fondamentale da tenere sempre a mente: la tutela della salute e dell'incolumità è un dovere delle istituzioni che non ha — e non deve mai avere — alcun colore politico.
Se uno Stato mette a disposizione un volo per un cittadino in difficoltà, come nel caso di Alessandro Di Battista, non lo fa perché si tratta di un personaggio noto o di un ex parlamentare. Lo fa perché è la legge che lo prevede per tutti, senza distinzioni di sorta.
Il diritto all'assistenza da parte delle nostre istituzioni non dipende dal ruolo sociale, dalla notorietà e meno che mai dalle idee o dalle simpatie politiche di chi si trova in pericolo. La legge e le norme sui trasporti sanitari d'urgenza tutelano ogni singolo italiano.
L'esempio più chiaro e limpido di questo principio lo abbiamo visto nel febbraio del 2020 durante la crisi di Wuhan. Il Governo allora in carica (guidato da Giuseppe Conte) non esitò a mettere in campo l'Aeronautica Militare e il personale dell'Istituto Spallanzani per organizzare le operazioni di rimpatrio:
Il volo collettivo: organizzato con un KC-767A per portare in salvo un gruppo di 56 italiani bloccati nel cuore dell'epidemia.
Il volo singolo di biocontenimento: organizzato successivamente con un velivolo dedicato per recuperare Niccolò, lo studente diciassettenne rimasto inizialmente da solo a Wuhan perché aveva la febbre.
In nessuno di quei casi il Governo o la Farnesina chiesero a quale partito appartenessero quelle persone o per chi votassero. Non contava la tessera di partito, non contavano le opinioni individuali. Era un atto dovuto, una risposta umanitaria prevista dalla legge e un preciso dovere istituzionale verso cittadini della Repubblica in grave necessità.
La protezione e la tutela degli italiani nel mondo sono valori universali che tutti i Governi, di qualsiasi schieramento, hanno garantito e devono continuare a garantire.
La solidarietà nazionale e l'aiuto umanitario non guardano in faccia alla politica: guardano ai diritti dei cittadini.
 
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