Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
31 agosto 2026
tutti gli speciali

Bravo Franceschini!
di Elisa Fontana

Ho letto adesso sul Corriere della Sera una intervista di Dario Franceschini al termine della quale mi sono sentita di dire “Bravo!”. No, non parla di politica, non parla del campo largo, non parla di PD e di primarie.

Parla della sua malattia, di quel morbo di Parkinson diagnosticatogli sei anni fa e con cui convive certamente con difficoltà, ma altrettanto certamente non domo. Le mani che tremano, i piedi che si trascinano, le difficoltà di parola, l’equilibrio sempre più instabile. La progressione, dice, varia a seconda dei casi, ma è inarrestabile.

E il suo primo pensiero è stato quello di nascondere la malattia, perché chi ce l’ha tende a vergognarsi, perché parla male, barcolla, trema e tende a risolvere la situazione nascondendosi, condannandosi ad una morte civile prima del tempo. Ma, dice Franceschini, è fondamentale non scoraggiarsi e svegliarsi ogni mattina con qualcosa da realizzare.

E tutti i medici, i neurologi, gli psicologi i fisioterapisti che lo hanno avuto in cura gli hanno sempre detto che se avesse raccontato la realtà, la sua vita quotidiana, avrebbe spronato tanti malati ad uscire dalla penombra. E Franceschini ha raccolto questo invito, proprio per poter dire ai malati di non isolarsi, di continuare a vivere. Ecco perché mi sento di dire “bravo Franceschini!”.

Ed ecco perché io ho sempre parlato senza problemi della mia sclerosi multipla, perché mi sono resa conto che moltissime persone appena avuta la diagnosi, dopo il primo, comprensibile shock, hanno come una reazione di cancellazione nei confronti dell’esterno, di vergogna. E ho visto sussurrare a mezza bocca “quella ragazza ha la sclerosi, come te, ma non vuole che si dica”, come fosse una malattia contagiosa, una cosa evitabile che ci siamo andati a cercare per imperizia o imprudenza.

Ecco perché ritengo, come Franceschini, che sia importante parlarne, superando la propria riservatezza, ma pensando a quanti vivono un dramma nel dramma, isolandosi, mentendo, vivendo una doppia vita, ma entrambe inutilmente faticose e autodistruttive. E non parlo in modo teorico, ma per casi che mi sono realmente passati per le mani.

E allora ben venga Franceschini e chiunque riesca ad andare oltre il proprio caso personale e tendere la mano a chi è più o meno nella stessa situazione non per dirgli che tutto andrà bene, non per assicurargli in modo grottesco che siamo guerrieri, ma per trasmettergli la pacatezza che possa permettergli di vedere la sua malattia come un accidente capitato sul cammino della vita di cui avremmo fatto sicuramente a meno, ma di cui non dobbiamo di certo vergognarci al punto di nasconderci o mentire.

La consapevolezza è il primo passo dell’autodeterminazione, del prendere la propria vita in mano e cominciare ad adattarla alle nuove esigenze, cercando di rimanere attivi quanto più possibile. Io non so cosa mi riserverà il mio futuro, perché la sclerosi multipla è malattia infida e progressiva, ma non mi fermo e se la mia piccolissima testimonianza può servire anche ad una sola persona per farla uscire dal cono d’ombra della solitudine e della immotivata vergogna, mi riterrò soddisfatta.

Perché come ha detto qualcuno, la morte quando arriverà dovrà trovarci vivi


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale