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31 agosto 2026
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Briatico: l'amianto non aspetta gli sviluppi
di Raffaele Florio

​A Briatico bisogna ammettere che la gestione della cosa pubblica ha ormai raggiunto vette di metafisica amministrativa da far impallidire i grandi maestri del surrealismo.

Basta fare due passi alla Marina per imbattersi nella "doppia stazione" del degrado. Da una parte, un gazebo del Comune con la copertura in Eternit ampiamente deteriorate e "bonificato" — si fa per dire — mandando gli operatori ecologici a spazzare a secco con la ramazza. Una finezza scientifica: sbriciolare e ventilare a mano le fibre di amianto nell'aria, così da farle inalare meglio.

​Dall'altra parte, direttamente sulla battigia dove i bambini giocano con le palette, i resti di un secondo gazebo crollato, infarcito di lastre di fibrocemento spaccate e condito da frigoriferi commerciali arrugginiti.

Proprietaria dell'area? La Diocesi. La Curia. La quale applica una sua originalissima interpretazione dell’enciclica Laudato Si’: lasciar marcire il tossico in spiaggia e confidare nella divina Provvidenza o nelle mareggiate per la bonifica.

​Di fronte a questo disastro sanitario ed ecologico, cosa risponde il sindaco Lidio Vallone? Sfodera la perla definitiva: "Se non siamo intervenuti qualche motivazione c'è, aspettiamo sviluppi".

​Prima domanda: quale sarebbe, esattamente, questa misteriosa motivazione? E poi questo per lei è il sesto anno alla guida del Comune: da quanto tempo, esattamente, sta aspettando questi sviluppi?

​La motivazione ufficiosa sarebbe che "è roba della Diocesi e il Comune non può toccarla". Una balla di dimensioni cosmiche.

Qualcuno spieghi al Sindaco che l'articolo 50 del Testo Unico degli Enti Locali lo incorona prima autorità sanitaria del territorio. Significa che ha in mano l'arma fondamentale dell'ordinanza contingibile e urgente: un atto con cui ordina alla Curia di bonificare entro 24 ore e, se la Curia tace, invia le ditte specializzate d'ufficio addebitando alla Chiesa pure i centesimi dei francobolli, con tanto di notizia di reato in Procura.

​Il sindaco che oggi ci invita ad "aspettare sviluppi" è esattamente lo stesso sindaco della passata consiliatura. Questo veleno staziona sulla battigia da anni. La domanda sorge spontanea: da quanti lustri sta aspettando questi famosi "sviluppi"? Aspetta che l'Eternit si dissolva per sublimazione spontanea o che i frigoriferi prendano il largo da soli per navigazione autonoma?

​La morale è d'una semplicità disarmante: per incensarsi con i Bonus sulla carta la fretta è massima e le conferenze stampa si sprecano; per firmare un'ordinanza a tutela della salute pubblica contro l'amianto sgretolato, improvvisamente la burocrazia diventa una virtù cardinale e ci si mette in meditazione nell'attesa degli "sviluppi".

​Solo che l'amianto non rispetta i tempi della politica e non aspetta i comodi di nessuno.

Del resto, a Briatico siamo fortunati: abbiamo un'amministrazione che sui bonus idrici dà i numeri, e sulla salute dei cittadini dà i brividi.

C'è solo un piccolo dettaglio che il sindaco e la Curia forse dimenticano: le polveri di Eternit nei polmoni non fanno sconti a nessuno. Neanche ai santi. Né tantomeno ai sindaci che aspettano gli sviluppi.


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