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Cuba, Epstein e una bugia in onda
di Edoardo Morello
Il TgLa7 non riesce a dire che Alessandro Di Battista lavora per 𝙄𝙡 𝙁𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙌𝙪𝙤𝙩𝙞𝙙𝙞𝙖𝙣𝙤. Dicono "alcuni quotidiani", come se il nome bruciasse in bocca. E poi, non contenti, inventano che fosse a Cuba a indagare sugli epsteinfiles.
No. Non è così, e chi fa questo mestiere dovrebbe saperlo prima di aprire il microfono.
Di Battista era a Cuba come reporter, per 𝙄𝙡 𝙁𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙌𝙪𝙤𝙩𝙞𝙙𝙞𝙖𝙣𝙤, per il sito, per 𝙏𝙫𝙇𝙤𝙛𝙩𝙊𝙛𝙛𝙞𝙘𝙞𝙖𝙡. Era lì per raccontare le sanzioni che stanno strangolando il popolo cubano, mese dopo mese, più feroci di prima. Un accerchiamento economico che porta la firma di Trump, pensato per mettere il Paese in ginocchio e costringerlo alla resa.
Questo raccontava. Non complotti da salotto, ma la fame vera di un'isola sotto assedio.
Su questo, almeno, Di Battista ha ragione: fate un giornalismo penoso.
Seguo il TgLa7, a volte lo critico anche. Ma so distinguere un fatto verificabile in tre secondi da un'illazione costruita a tavolino per fare più ascolti.
Questa è l'informazione in Italia oggi: si storpia la realtà, la si sostituisce con quello che rende meglio in scaletta, e si va avanti come se niente fosse.
Mentana e Tortora si stracciano le vesti perché La7 non sarebbe abbastanza pluralista. Guardando quello che va in onda ultimamente, i provvedimenti per restringere il campo mi sembrano già tutti presi, uno per uno.
E allora tocca a noi, telespettatori e cittadini. Cercare altrove. Verificare da soli. Ricordarci che l'informazione non è quella che ci arriva addosso alle otto di sera, ma quella che andiamo a cercare con le nostre gambe.
(Aggiornamento: oggi le trasmissioni correggono il tiro; Di Battista sta meglio, ndr).
 
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