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Senza Report buon appetito
di
Rino Ingarozza
È chiaro e giusto che in queste ore tutti parlino della "cacciata", dell'epurazione di Sigfrido Ranucci da Report.
È chiaro e giusto che tutti dicano la loro opinione. Tra l'altro una cosa che abbiamo già visto in passato con Biagi, Santoro, Luttazzi, Travaglio.
Non voglio soffermarmi sulle parole di indignazione che ho letto. L'ho fatto pure io, ma voglio guardare quanto è accaduto da due diversi punti di vista.
Voglio provare a sviluppare un discorso diverso, tanto non saranno le mie parole o quelle di altri a cambiare le cose.
E, precisamente, voglio analizzare due aspetti.
Report è (o, a questo punto, è stato?) il programma d'inchiesta più seguito del panorama televisivo. La media degli spettatori che lo guardavano è di circa 1.8 milioni, con uno share medio dell'8.1%. E con punte di 2.5 milioni di spettatori ed oltre. Questo cosa vuol dire?
Per avere un confronto, il "compleanno" di Porta a porta, per il suo trentesimo anno, andato in onda in prima serata, lo hanno visto 945.000 spettatori con uno share del 7.1%. Faccio un confronto con questo programma perché non ritengo giusto farlo col Porta e porta che va in onda in seconda serata. Non sarebbe giusto. E neanche con "5 minuti" che è trainato dal Tg ed è "l'anticamera" del programma dei "pacchi".
Tutto questo per dire cosa? Che Report è una risorsa, per la Rai. Lo è in termini di pubblicità. E questo si evince dal fatto che va in onda da molti anni e mai nessuno si è sognato di interromperlo. Com'è successo a tanti altri programmi che non attecchiscono.
Chiudono, quindi (perché di questo si tratta, anche se mantengono il programma con altri conduttori. È di queste ore il comunicato di tutta la redazione del programma che ha deciso di non continuare la collaborazione col programma stesso), un prodotto che funziona, per un'incognita. "Cacciano" "epurano" un conduttore che si è guadagnato la stima sul campo e che "faceva vendere", con due giornalisti (per carità... magari anche bravi) ma che sono alquanto sconosciuti. Quello che è certo è che i vecchi spettatori non lo guarderanno più.
Certo, magari acquisirà altri spettatori, ma andate a vedere gli ascolti di Porro, di Del Debbio e degli altri...
Ferrero, Barilla e gli altri mica saranno disposti ad investire su un programma che non funziona.
Ergo: comunque la si vede, per fare un favore a questo governo, sono andati contro gli interessi dell'azienda. Dal punto di vista aziendale è un clamoroso autogol.
È come se Ferrero decidesse di togliere dal mercato la Nutella. Né più, né meno.
Il secondo ed ultimo aspetto di cui vorrei occuparmi, riguarda le reazioni dei denigratori del programma.
Ho letto commenti di scherno, di soddisfazione, di esultanza e di giubilo.
E la cosa mi ha dato veramente molto da pensare.
Questa gente è contenta di non sapere più se un politico è integerrimo o corrotto.
Questa gente è contenta di non sapere più se un politico è in odore di mafia. Questa gente è contenta di non sapere più se un imprenditore è privo di scrupoli.
Questa gente è contenta di non sapere se gli allevamenti intensivi rispettano tutte le regole igienico/sanitarie. Questa gente è contenta di non sapere più se la carne o altri prodotti che mangia, sono scaduta da mesi.
Chi glielo dirà più? Mediaset? Vigerà il "nessuno deve sapere". Al massimo ci sarà il "metodo Boffo" (ai più distratti chiedo di andare a vedere cos'è).
E non solo, ho anche letto che a Ranucci, a Giorgio Mottola, a Giulia Innocenzi e a tutti gli altri, ben gli sta, perché hanno messo alla berlina degli imprenditori.
Capito? Non gliene frega nulla se questi vendevano carne scaduta. Se la prendono con chi lo ha scoperto. E cosa dire dopo questo?
Credo sia emblematico per capire con chi abbiamo a che fare.
Come lo posso dire?
Pur di andare contro Report, perché gliel'ha detto Gasparri, gliel'ha detto La Russa, Sallusti, Capezzone (Capezzone... ragazzi) e compagnia, questa gente sarebbe capace di recarsi in macelleria e ordinare un chilo di spazzatura.
Buon appetito, allora.
 
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