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Meloni va in Qatar, paese di cui Tele LVCE non ci parla
di Lenny Bottai
L'Istituto LVCE del Tg1 e Tg2 in questi giorni ci ha raccontato della missione di Giorgia Meloni in medioriente per gli interessi della nazione. Nello specifico si dice che il Qatar copre tra il 10 e il 15% dell'approvvigionamento di gas, quindi la Giorgia nazionale è andata a sincerarsi che il reuccio conceda all'Italia quanto da sempre promesso.
Il Qatar ospita milioni di lavoratori stranieri (soprattutto da Asia e Africa) come sistema di sfruttamento della manodopera a basso costo. Per anni è stato criticato il sistema della kafala, che lega il lavoratore al datore di lavoro con una specie di schiavitù legalizzata.
Problemi segnalati? condizioni di lavoro dure (caldo estremo); salari bassi o non pagati (solo vitto e alloggio); difficoltà a cambiare lavoro o lasciare il paese, dal momento che il lavoratore era nelle mani del datore anche dal punto di vista della legalità documentale.
Dopo le pressioni internazionali (anche per i Mondiali 2022), il Qatar ha introdotto delle riforme, tuttavia Amnesty International e Human Rights Watch dicono che l’applicazione concreta è ancora irregolare. Si parla ancora di salari non pagati, passaporti confiscati, impossibilità di ricorrere o far esercitare diritti dei lavoratori che non conoscono nessuna tutela sindacale.
Le donne hanno finalmente accesso a istruzione e lavoro, ma esistono limiti legali e sociali: sistema di tutela maschile in alcune situazioni, restrizioni su matrimonio e viaggi (in certi casi). L’omosessualità è illegale in Qatar, ovviamente. Le persone LGBTQ+ possono affrontare arresti e discriminazione.
La libertà di stampa e di espressione sono limitate, critiche al governo possono essere punite con leggi apposite, se inquadrate come notizie false, possono causare pesanti condanne. I media importanti sono direttamente controllati dallo stato.
Negli ultimi due decenni, il Qatar è diventato uno degli stati più ricchi al mondo grazie al gas naturale, trasformandosi in un hub globale per affari, sport e diplomazia.
Tuttavia, dietro questa immagine moderna e dinamica, permangono criticità significative sul piano dei diritti umani, anche se tutti fanno finta di niente.
Il Qatar ha poi un ruolo militare, è attivo come attore strategico e diplomatico, possiede forze armate relativamente piccole ma ben equipaggiate. Ospita la base americana di Al Udeid, una delle più importanti degli USA in Medio Oriente ed è alleato stretto degli Stati Uniti e di paesi occidentali (ecco perché è nella lista dei paesi "amici"). Ha partecipato a missioni militari nell'intervento in Libia nel 2011 (supporto ai ribelli contro Gheddafi), poi con il coinvolgimento nella coalizione guidata dall’Arabia Saudita (altri buoni della regione...) in Yemen.
Non è un grande produttore di armi, ma un compratore d'eccezione, soprattutto negli ultimi anni ha investito enormemente in armamenti acquistando da USA, UK e Francia soprattutto. Il sistema giudiziario del Qatar è una combinazione di diritto civile moderno e diritto islamico (Sharia), è una monarchia assoluta, quindi l’emiro ha grande influenza sul sistema giudiziario perché i giudici sono nominati dalla monarchia.
Il cristianesimo è ammesso per le comunità straniere, ma è vietato fare proselitismo. Convertire un musulmano può avere conseguenze legali.
In questo paese la nostra Premier è andata a discutere tranquillamente gli affari, beatificata dai nostri media, i quali inorridiscono solo per il gas russo del cattivone di Putin che non deve essere acquistato per la narrazione che sentiamo ripetere dal 24 febbraio del 2022.
Si capisce benissimo come l'occidente viva di una grande retorica che è resa possibile da giornalai lacchè, accondiscendenti, che leggono solo le veline dell'unico sistema unipolare che tutti (destra e sinistra) oggi riconoscono.
A Realpolitik TV e CARTA BIANCA, o in qualsiasi altro teatrino annesso, considerato di sinistra si persegue la stessa identica linea, cambiano i suonatori ma non il motivo. La lista dei buoni e dei cattivi viene redatta a comando, per gli stessi principi. Un reuccio che taglia la testa al primo sgarro, se è allineato al potere a cui noi siamo devoti, diventa subito un interlocutore importante.
In Italia c'è un sistema politico unipolare, la lotta c'è solo per governare e fare più o meno le stesse cose.
 
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