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Gesù o Barabba
di Antonio Matteini
Mi gira in testa una domanda in questi giorni: è credibile che il popolo abbia scelto - tra Gesù e Barabba - di liberare il secondo e condannare al martirio il primo?
La domanda non è se questo episodio è realmente accaduto, ma se come situazione è verosimile che possa essersi verificata.
Insomma, aldilà della brutalità della punizione sullo sfondo, una folla chiamata a decidere se condannare un criminale conclamato, uno che ha portato dolore in quella stessa comunità chiamata a giudicarlo; oppure uno senza crimini veri e propri sulla coscienza se non al massimo alcune farneticazioni sulla propria origine divina ed il suo proclamarsi re di un regno ultraterreno; è possibile che abbia "votato" in quel modo?
Mi sono risposto che si, perché chi è al potere, da sempre, basa la propria posizione anche sulla capacità di far percepire al Popolo che ciò che rappresenta un pericolo - non per il Popolo - ma per l'élite che lo governa, rappresenta un pericolo comune contro cui accanirsi.
E allora appare più che plausibile che una folla, chiamata a ergersi giudice, assecondi chi la comanda e decida che un Gesù è più pericoloso di un Barabba.
È una dinamica che va avanti da sempre nelle comunità organizzate.
I momenti in cui chi sta sotto spazza via chi sta sopra, sono quelli in cui si mette a riflettere sul fatto che un Gesù col suo parlare può rappresentare un pericolo sì, ma per chi detiene il Potere, non per gli altri.
Le rivoluzioni sono quei bellissimi momenti della Storia in cui il Popolo dopo una fase di riflessione chiappa Barabba, Erode, i sacerdoti, Pilato e chi c'è c'è e sulla croce mette tutti loro.
Guardando al presente, credo sia evidente la sempre minore capacità in dote a chi detiene il Potere economico e politico, di far percepire i propri nemici al Popolo, come nemici del popolo stesso.
C'è bisogno di reprimere, di limitare gli spazi in cui il Popolo può esprimersi.
La paura che hanno i burattinai dell'Occidente è che se chiedessero oggi se liberare Barabba o Gesù, quasi nessuno terrebbe in prigionia Cristo.
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