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27 febbraio 2026
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Brasile: finalmente giustizia per Marielle Franco
di Vitoria Sobral

Il Supremo Tribunal Federal (STF) dl Brasile ha votato all’unanimità la condanna dei cinque imputati accusati di aver pianificato ed eseguito l’omicidio della consigliera Marielle Franco e del suo autista Anderson il 14 marzo 2018.

Franco aveva denunciato la brutalità della polizia e la militarizzazione dello stato di Rio de Janeiro.

La decisione, emessa il 25 febbraio 2026, segna un risultato significativo per uno dei casi più emblematici della storia brasiliana recente, portando alla luce dettagli sulla motivazione politica e la complessa rete criminale coinvolta.

Tra i condannati figurano il consigliere della Corte dei conti di Rio di Janeiro e ex deputato federale Domingos Brazão e suo fratello, il delegato della Polícia Civil di Rio di Janeiro, Rivaldo Barbosa, l’ex ufficiale della polizia militare Ronald Paulo di

Domingos e Chiquinho Brazão sono stati condannati a 76 anni per omicidio doppio qualificato, per tentato omicidio contro il consigliere. Le indagini e il processo hanno dimostrato che le loro azioni andavano oltre la pianificazione del crimine, comprendendo una struttura di potere illecito.

Ronald Alves, noto come Major Ronald, è stato condannato per omicidio con doppia qualifica e tentato omicidio. Il ruolo cruciale di Seu è stato quello di monitorare la routine del consigliere Marielle Franco, raccogliendo informazioni essenziali che poi sarebbero state trasmesse agli esecutori testamentari, facilitando l’imboscata culminata con le morti. Motivazione politica e ruolo delle milizie

Il ministro Alexandre di Moraes, nel suo voto, ha ribadito che l’omicidio di Marielle e Anderson aveva un carattere politico inequivocabile. Ele ha evidenziato che il crimine era motivato da oscuri interessi legati al mantenimento di piani di occupazione irregolare della terra, noti come land grabbing, nella zona ovest di Rio di Janeiro.

Per Moraes, l’esecuzione aveva un carattere profondamente simbolico, mirando non solo a eliminare un avversario, ma anche a inviare un messaggio intimidatorio a coloro che osavano contraddire in modo illecito i poteri costituiti. Ha affermato categoricamente che Domingos e João Francisco Brazão erano i diretti autori degli omicidi e dei tentati omicidi e ha sottolineato che le istruzioni procedurali dimostravano che la pratica dell’accaparramento di terre era la principale fonte di potere e ricchezza dei fratelli Brazão e che la preservazione di questa attività criminale e del conseguente potere politico era essenziale per i loro interessi.

La consigliera Marielle, con la sua combattiva azione parlamentare, era diventata un “ostacolo” a questi progetti.

Inoltre, Moraes ha presentato “ampie prove” che dimostrano il legame diretto tra i fratelli Brazão e le milizie di Rio: “non avevano solo contatti con la milizia, erano la milizia”, ​​sottolineando la profondità dell’inserimento dei condannati nelle reti criminali. La scelta di Marielle come obiettivo ha combinato fattori politici e pregiudizi, con il ministro che ha menzionato misoginia, razzismo e discriminazione, sottolineando che il consigliere era una “povera donna nera” che ha osato opporsi agli interessi dei miliziani in Zona Oeste di Rio.


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