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27 febbraio 2026
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Calabria: il funzionario di Schrödinger
di Raffaele Florio

Se fosse una commedia, si potrebbe intitolare “Il funzionario di Schrödinger”: contemporaneamente idoneo e inidoneo, garante della legalità e problema di legalità, confermato, rimosso e poi riesumato amministrativamente senza che nel frattempo sia cambiato nulla. Ma purtroppo non siamo a teatro: siamo dentro uno scioglimento per mafia, cioè il provvedimento più grave che lo Stato possa infliggere a un Comune.

A Stefanaconi accade infatti un piccolo miracolo burocratico. La Commissione d’accesso certifica che il Responsabile dell’Ufficio Tecnico opera nel pieno rispetto della legge. Nessuna interdittiva, nessuna ombra sulle ditte, nessuna anomalia formale. Arrivano i commissari e — logica vorrebbe — cambino ciò che non funziona. Invece no: lo confermano. Tutto regolare.

Poi, improvvisamente, dopo quindici mesi di gestione straordinaria, scatta l’illuminazione tardiva: serve una “riorganizzazione per la legalità”. Tradotto dal burocratese: togliamo competenze proprio a chi fino al giorno prima era ritenuto affidabile. Non a seguito di nuovi fatti, non per provvedimenti giudiziari, non per contestazioni disciplinari note. Semplicemente perché sì.

Passano pochi mesi e nuovo colpo di scena: decreto fresco di stampa, stesso funzionario nuovamente ritenuto competente, esperto, adeguato. Esattamente come prima. Come all’inizio. Come sempre.

Dunque la domanda non è politica, ma aritmetica: o era idoneo prima, oppure non lo era dopo. O rappresentava un problema di legalità, oppure una garanzia.

Le tre versioni insieme non stanno in piedi nemmeno in un verbale di condominio.

Quando uno Stato scioglie un Comune invocando la legalità, dovrebbe almeno praticare la coerenza. Perché la legalità non è un elastico che si allunga o si restringe secondo le stagioni commissariali. Altrimenti il rischio è devastante: trasformare uno strumento eccezionale di tutela democratica in un esercizio opaco di potere amministrativo.

E qui sta il punto vero.

Se nulla è cambiato nelle persone, negli atti e nelle competenze, allora qualcosa deve essere cambiato nelle valutazioni. E quando cambiano le valutazioni senza che cambino i fatti, non siamo più davanti alla legalità: siamo davanti alla discrezionalità senza spiegazioni.

Che, in uno scioglimento per mafia, è peggio di uno scandalo. È un precedente.


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