Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
21 gennaio 2012
tutti gli speciali

Internet : Osservatorio , emendamento Fava contrario a diritto italiano ed europeo
di Rita Guma*

Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus evidenzia che l'emendamento Fava (Lega) alla legge comunitaria 2011 approvato dalla Commissione della Camera per le politiche comunitarie riguardo ad Internet è contrario al diritto nazionale e internazionale.

Infatti esso, prevedendo la possibilità che “qualunque soggetto interessato possa chiedere ad un fornitore di servizi Internet di rimuovere contenuti pubblicati online e ritenuti illeciti dal soggetto richiedente”, contravviene alla Costituzione (art. 21) che protegge la libertà di espressione e di stampa e alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (art 10), in quanto il soggetto qualunque, ancorchè interessato, non ha la competenza per stabilire se il contenuto sia illecito, nè la ha il provider. Non a caso oggi la legge attribuisce solo ai magistrati il potere di emettere un'ingiunzione di sequestro di pagine Internet.

Peraltro la superiorità del diritto ad informare ed essere informati su (eventuali) illiceità commesse è stata ribadita decine di volte dalla Corte dei diritti dell'uomo, che ha condannato Stati per decisioni dei loro tribunali di condannare giornalisti che avevano pubblicato informazioni di interesse pubblico ma ottenute illegalmente. Anche la Corte di Giustizia europea, in una recente sentemza, afferma che il diritto dell'UE vieta ai gestori di servizi Internet l'imposizione sistemi di filtraggio preventivo per prevenire la realizzazione di attività illecite.

Inoltre, il 21 settembre 2011, il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha adottato una dichiarazione sui principi della governance in rete, in cui riafferma la difesa dei diritti e delle libertà ed individua come autori delle regole di gestione della rete - di concerto - tutti i soggetti portatori d'interessi, dai governi alle associazioni, ai tecnici, agli utenti, stabilendo che "Misure di gestione del traffico che hanno un impatto sul godimento dei diritti e le libertà fondamentali, in particolare il diritto alla libertà di espressione e di comunicare e ricevere informazioni senza riguardo a frontiere, così come il diritto al rispetto della vita privata, devono soddisfare i requisiti di diritto internazionale sulla tutela della libertà di espressione e di accesso all'informazione e il diritto al rispetto della vita privata".

Il 29 settembre 2010, lo stesso organismo aveva riaffermato il principio della neutralità della rete Internet, dichiarando in particolare: "Nella misura in cui è necessario, nel contesto sopra descritto, la gestione del traffico non dovrebbe essere vista come un allontanamento dal principio della neutralità della rete. Tuttavia, eccezioni a tale principio devono essere considerate con grande circospezione e devono essere giustificate da ragioni imperative di interesse pubblico. In questo contesto, gli Stati membri dovrebbero prestare la dovuta attenzione alle disposizioni di cui all'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e relativa giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo".

A giugno 2011, un rapporto del Relatore speciale dell'ONU sulla promozione e la protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione Frank La Rue, afferma che vi sono solo quattro casi "eccezionali" che abilitano gli Stati a criminalizzare i contenuti Internet in base al diritto internazionale: pedopornografia, incitamento a commettere genocidio, incitamento alla discriminazione, all'odio o alla violenza ed incitamento al terrorismo. Il rapporto ONU raccomanda che gli Stati si astengano dal criminalizzare tutte le altre forme di espressione, e delinea anche le garanzie che devono essere osservate per prevenire la censura dei contenuti sotto l'apparenza di obiettivi apparentemente legittimi.

L'Osservatorio si augura che in Aula la maggioranza dei deputati - se non al buonsenso, che invita ad affidare ad un organo imparziale la valutazione di un illecito - dia ascolto almeno a questi principi di diritto nazionale e internazionale e bocci l'emendamento.

* Presidente dell'Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus


per approfondire...

Internet fra libertà e diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale