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Inaugurazione anno giudiziario : preoccupazione e disagio
degli avvocati
di
Mauro W. Giannini
Le
cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario sono state
disertate anche questa volta dagli avvocati, i quali, in una
decisione presa il 14 gennaio in un incontro di tutte le componenti
dell'avvocatura, avevano ritenuto di delegare
l'espressione della propria posizione critica e di disappunto
all'avv. Alpa, presidente del Consiglio Nazionale Forense,
intervenuto alla cerimonia in Cassazione.
Il
presidente del CNF ha lamentato l'assenza di coinvolgimento
degli operatori della giustizia nelle riforme sul settore,
criticando la frammentarietà degli interventi legislativi
degli ultimi anni. Il prof. Alpa ha dichiarato che l'attacco
agli ordini professionali è senza giustificazioni e,
quanto agli avvocati, ha lamentato che si è andati avanti
ignorando la riforma della professione forense che giaceva
in Parlamento. In merito agli interventi di questo governo,
il presidente del CNF ha parlato di "pericolosa indifferenza
per i valori giuridici" a vantaggio delle ragioni economiche.
Rispetto
a queste tematiche, l'Unione Camere Penali Italiane - si sofferma
invece sulla specializzazione: "essa è richiesta e sostenuta
dal Ministro per i giudici, al fine del miglior funzionamento
della macchina giudiziaria, mentre il Presidente della Cassazione
indica nel numero degli avvocati una concausa del malfunzionamento
della Giustizia. Ciò dimostra che, invece di allargare la
platea degli avvocati edulcorando la pratica e l’esame di
abilitazione, come sta avvenendo in questi mesi, sarebbe più
serio introdurre da subito la specializzazione, quella vera,
però, non quella in 'vitro' nell’accademia".
Peculiari
le ragioni del'assenza alle cerimonie dell'Associazione Italiana
Giovani Avvocati il cui presidente, Dario Greco, ha spiegato
in una nota che il gesto è stato volto a "ribadire
ancora una volta il grido d’allarme che i Giovani Avvocati
da anni denunciano per la tenuta democratica del nostro Paese
e del sistema Giustizia". "Se
è certamente vero che una giustizia lenta è malagiustizia,
è altrettanto vero che una giustizia frettolosa, una giustizia
dai costi d’accesso irragionevoli, una giustizia sommaria
è denegata giustizia. - ha dichiarato l'avv. Greco.
Per
Greco, "La principale preoccupazione di chi amministra
la macchina giudiziaria deve essere il sacro rispetto dei
valori costituzionali del diritto di difesa e del giusto processo
in contraddittorio tra le parti, perciò spiace constatare
che il primo presidente della Cassazione sappia valutare la
produttività dei magistrati soltanto sulla quantità delle
decisioni e non sulla qualità delle stesse, ritenendo gli
avvocati responsabili dell’enorme contenzioso italiano, senza
spendere una parola per le ingenti carenze di organico in
magistratura, causate anche dai magistrati fuori ruolo perché
destinati agli uffici ministeriali".
Secondo
il leader AIGA, "c'è preoccupazione per il gravissimo
stato di crisi in cui versa l’Avvocatura Italiana", crisi
che "colpisce maggiormente i soggetti deboli della nostra
categoria: i giovani e le donne". Il presidente dell'Aiga
ha aggiunto che la categoria ha deciso di protestare "perché
non si sta liberalizzando l’economia, ma si stanno ampliando
soltanto le rendite di posizioni della grande impresa, delle
banche e delle assicurazioni, mentre il numero dei notai aumenta
solo sulla carta di 500 unità. Se davvero si vuole dare slancio
all’economia – ha concluso Greco – si liberalizzi il mercato
immobiliare consentendo anche agli avvocati di stipulare gli
atti di compravendita: questa è la vera riforma di cui in
cittadini hanno bisogno".
 
Decreto
liberalizzazioni: occasioni perse e previsioni pericolose
Liberalizzazioni: avvocati critici e in mobilitazione
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