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27 gennaio 2011
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Inaugurazione anno giudiziario : preoccupazione e disagio degli avvocati
di Mauro W. Giannini

Le cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario sono state disertate anche questa volta dagli avvocati, i quali, in una decisione presa il 14 gennaio in un incontro di tutte le componenti dell'avvocatura, avevano ritenuto di delegare l'espressione della propria posizione critica e di disappunto all'avv. Alpa, presidente del Consiglio Nazionale Forense, intervenuto alla cerimonia in Cassazione.

Il presidente del CNF ha lamentato l'assenza di coinvolgimento degli operatori della giustizia nelle riforme sul settore, criticando la frammentarietà degli interventi legislativi degli ultimi anni. Il prof. Alpa ha dichiarato che l'attacco agli ordini professionali è senza giustificazioni e, quanto agli avvocati, ha lamentato che si è andati avanti ignorando la riforma della professione forense che giaceva in Parlamento. In merito agli interventi di questo governo, il presidente del CNF ha parlato di "pericolosa indifferenza per i valori giuridici" a vantaggio delle ragioni economiche.

Rispetto a queste tematiche, l'Unione Camere Penali Italiane - si sofferma invece sulla specializzazione: "essa è richiesta e sostenuta dal Ministro per i giudici, al fine del miglior funzionamento della macchina giudiziaria, mentre il Presidente della Cassazione indica nel numero degli avvocati una concausa del malfunzionamento della Giustizia. Ciò dimostra che, invece di allargare la platea degli avvocati edulcorando la pratica e l’esame di abilitazione, come sta avvenendo in questi mesi, sarebbe più serio introdurre da subito la specializzazione, quella vera, però, non quella in 'vitro' nell’accademia".

Peculiari le ragioni del'assenza alle cerimonie dell'Associazione Italiana Giovani Avvocati il cui presidente, Dario Greco, ha spiegato in una nota che il gesto è stato volto a "ribadire ancora una volta il grido d’allarme che i Giovani Avvocati da anni denunciano per la tenuta democratica del nostro Paese e del sistema Giustizia". "Se è certamente vero che una giustizia lenta è malagiustizia, è altrettanto vero che una giustizia frettolosa, una giustizia dai costi d’accesso irragionevoli, una giustizia sommaria è denegata giustizia. - ha dichiarato l'avv. Greco.

Per Greco, "La principale preoccupazione di chi amministra la macchina giudiziaria deve essere il sacro rispetto dei valori costituzionali del diritto di difesa e del giusto processo in contraddittorio tra le parti, perciò spiace constatare che il primo presidente della Cassazione sappia valutare la produttività dei magistrati soltanto sulla quantità delle decisioni e non sulla qualità delle stesse, ritenendo gli avvocati responsabili dell’enorme contenzioso italiano, senza spendere una parola per le ingenti carenze di organico in magistratura, causate anche dai magistrati fuori ruolo perché destinati agli uffici ministeriali".

Secondo il leader AIGA, "c'è preoccupazione per il gravissimo stato di crisi in cui versa l’Avvocatura Italiana", crisi che "colpisce maggiormente i soggetti deboli della nostra categoria: i giovani e le donne". Il presidente dell'Aiga ha aggiunto che la categoria ha deciso di protestare "perché non si sta liberalizzando l’economia, ma si stanno ampliando soltanto le rendite di posizioni della grande impresa, delle banche e delle assicurazioni, mentre il numero dei notai aumenta solo sulla carta di 500 unità. Se davvero si vuole dare slancio all’economia – ha concluso Greco – si liberalizzi il mercato immobiliare consentendo anche agli avvocati di stipulare gli atti di compravendita: questa è la vera riforma di cui in cittadini hanno bisogno".


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