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Tragedia Concordia : UCPI , nuova gogna mediatica
di
staff
I
penalisti hanno stigmatizzato come "gogna mediatica"
le ricostruzioni dei fatti e i dibattiti sull'accaduto apparse
sulla stampa e in TV dopo la tragedia della nave da crociera
Concordia.
"E’
comprensibile che dinanzi a tragedie così grandi come quella
dell’isola del Giglio l’opinione pubblica venga informata
e si cerchi subito il responsabile. - ha dichiarato in una
nota l'Unione Camere Penali Italiane - Questo non giustifica
però il solito, sempre più grottesco, processo mediatico,
celebrato dalla giustizia di cartapesta di 'seconda serata',
pronta ad emettere sentenze di piazza e ad eccitare la ripulsa
morale. Tutto ciò in danno dell’accertamento giudiziario vero
ed in favore di una giustizia sommaria in cui la condanna
dovrebbe essere scritta all’istante e l’esecuzione della pena
iniziare subito, senza perdere tempo in indagini né dibattimento".
I
penalisti interbengono anche sulle critiche alla decisione
del GIP di stabilire i domiciliari per il capitano Schettibo:
"Come al solito, poi, quando l'invocazione alla galera
immediata diventa un coro mediatico, ci si scaglia anche contro
il GIP, che ha comunque privato della libertà l'indagato,
se nella sua decisione non onora il riflesso brutale ed antigiuridico
secondo il quale il carcere, e solo il carcere, deve precedere
comunque l’accertamento della responsabilità, sussistano o
meno le esigenze previste dalla legge per applicarlo in fase
di indagine, ed a prescindere dal fatto che le stesse possano
essere soddisfatte in altro modo".
"Ed
allora, innanzitutto, - continua la nota UCPI - il giudice
va difeso dagli attacchi mediatici ogniqualvolta la sua decisione
risponde al principio di civiltà che vede la custodia in carcere
come extrema ratio. Principio di civiltà, questo, spesso ribadito
dalle massime autorità civili e religiose nel pieno consenso
compito di tutti, ivi inclusi quei commentatori che poi, al
primo fatto di cronaca, sono pronti a gettarlo alle ortiche
per una libbra di consenso. Ma quel principio vale e deve
essere difeso, sempre, in particolare proprio quando la gravità
dei fatti oggetto di accertamento suscita emozioni collettive
e si invoca la giustizia sommaria. Del resto, come ogni decisione
giudiziaria, la decisione di un gip può essere legittimamente
criticata, da tutti, ovviamente anche dal p.m., che è una
parte processuale come le altre, purché con espressioni serene
e senza eccitare gli animi già sconvolti dalla tragedia".
Per
i penalisti, "In questo momento, invece di intonare il
crucifige, è importante che si facciano indagini serie ed
approfondite, per non ritrovarci, alla fine, senza nessun
responsabile dell’accaduto, com’è successo per un’altra tragedia
del mare in quello stesso Tirreno innanzi alla Toscana tanti
anni fa".
 
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