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Anonymous
: la protesta della Rete fra libertà e diritti (d'autore)
di
Michelangelo Pisano
Manifestazioni,
blackout e tanto social network. Questi i mezzi che nelle
ultime settimane vengono utilizzati come proteste contro i
provvedimenti statunitensi SOPA, ACTA e PIPA.
Molti
ormai avranno sentito parlare del gruppo di attivisti di Internet
che si fregia della maschera di Guy Fawkes (dell'omonimo film
"V per Vendetta" del 2005, dove si ribadisce il concetto che
un'idea e la libertà non possono essere fermati dal potere
politico) e del simbolo dello smoking senza testa: gli Anonymous.
Questo è un gruppo di volontari che credono nella causa per
cui si combatte. Si compone di un numero indefinito di utenti
della rete, dai meno esperti nell'uso di un pc, ai veri e
propri hacker e cracker in grado di entrare in possesso di
dati che in qualche modo si cerca di difendere o proprio di
oscurare.
Generalmente vengono visti come dei criminali, per il fatto
che attaccare siti costringendoli alla chiusura momentanea
(mediante la cancellazione del sito, lasciando magari un'immagine
satirica e un messaggio, o con un attacco DoS che lo mandi
offline) e lo spargere informazioni "riservate" è contro la
legge. Su questo non si può dare torto. Ciò che non si vuole
dire è che dietro tutto questo non vi è alcun intento criminale,
nessun riutilizzo delle informazioni prelevate per un proprio
tornaconto, o semplice divertimento nel danneggiare i beni
altrui.
Quanto
viene fatto è a scopo dimostrativo, una protesta contro chi
per il proprio tornaconto commette crimini contro la libertà,
non diffonde le informazioni se non manipolandole, censurandole,
o direttamente non facendone menzione...
Diciamo
le cose come stanno: vogliono difendere dei diritti umani,
e l'informazione e la libertà di espressione ne fanno parte.
Ma molti giornali e blog invece sembrerebbero non tener proprio
conto dei loro nobili intenti. Tanto
per cominciare Anonymous è un nome, dove ci può essere una
persona come milioni. Non essendo quindi un'organizzazione
vera e propria risulta un pò difficile andare a sostenere
che operi come un gruppo criminale...
Il
gruppo, se così si può chiamare, ha origine intorno al 2003
e via via diventa più intraprendente e famoso. La loro entrata
in scena più recente e rumorosa è del 20 gennaio 2012, 24
ore dopo il passaggio della legge SOPA e della chiusura del
sito di filesharing e video con dominio MEGAUPLOAD e MEGAVIDEO,
sito sul quale il 4% del traffico online mondiale si concentra-va...
Ospitava molti files di materiale protetto da copyright, e
dava la possibilità di usufruire in streaming, ovvero sul
momento e in diretta, di file video e musicali.
Ma
questa è solo mezza verità: per quanto possano essere fondate
le accuse legali al suddetto sito, il provvedimento è stato
preso immediatamente, senza dar tempo ai gestori di conformarsi
alla nuova normativa, comportando la chiusura e diniego di
acceso anche ai files leciti, senza preavviso e curanza degli
onesti che ne son stati danneggiati e senza risarcimenti.
Molti giornali e blog hanno accoppiato Anonymous a MEGA, dicendo
che l'entrata in azione del gruppo fosse motivata dalla chiusura
del sito e in difesa dei suoi detentori/trasgressori, quindi
hanno dipinto gli Anons come favorevoli al crimine sul copyright,
ma ciò è solo uno screditare, oltre che una analisi superficiale.
La legge che ha comportato la chiusura del sito è stata invece
una goccia che ha fatto traboccare il vaso, perchè presenta
in tutti i suoi aspetti ciò che Anonymous combatte: il controllo
e sorveglianza dell'utenza di internet, e la limitazione della
libertà d'espressione.
E' giusto difendere il copyright, ma che dire del fatto che
per ovviare alle violazioni si deve ricorrere alla sorveglianza
in barba alla privacy?
L'accusa
lanciata dal gruppo in molte occasioni è rivolta alle majors
e alle lobby, gli ovvi detentori dei diritti d'autore e dei
beni elettronici in parte distribuiti illecitamente e gratuitamente
per il web con influenza negativa sulle loro tasche. Gli Anons
condannano questo: che il potere economico ha soggiogato la
politica, ha rimpiazzato l'interesse dei cittadini, e dietro
le quinte dirige i politici stessi e porta a limitare le libertà
per proteggere interessi economici. La peculiarità del gruppo
è rendere disponibili i dati sensibili prelevati, gettando
luce su quanto viene nascosto dai media. Solo allora è guerra,
dove non viene riconosciuto un governo che agisce per soli
interessi economici a discapito della cittadinanza.
Son
state fatte più volte manifestazioni pacifiche, e ciò che
è stato filmato e riportato non dà torto ad Anonymous: manifestanti
picchiati, arrestati anche ingiustamente (un semplice "cameraman"
che faceva una presa diretta) con poliziotti in borghese che
generano violenza e qualche morto per negligenza delle forze
dell'ordine.
La
tipologia di "burocrazia" che vige tra questi Anons è pienamente
democratica oltre che aperta:
-
Dispongono di diversi canali di comunicazione, prevalentemente
facebook, twitter, tumblr e Irc (internet relay chat), e sono
aperti al pubblico.
-
Interagiscono con l'utenza e, per attuare operazioni, si mettono
d'accordo su base volontaria: chi vuole partecipare ad una
"missione" lo fa, chi no no, e si vedono quindi le potenzialità
sul momento.
Genera
stupore, però, leggere articoli di giornali e blog dove si
presume cosa faranno o diranno. Prendiamo
lo spauracchio dell'attacco a Facebook per il 28 gennaio,
ad esempio: i blogger e giornali ne parlano come fosse cosa
certa e sempre atto criminoso per generare caos... ma non
che si fossero scomodati per andare a vedere su uno di questi
canali se fosse vero.
Tant'è
che anonymous smentisce con: "Perchè dovremmo attaccare i
sistemi di comunicazione?"
"State tranquilli che non c'è alcun interesse".
Solo
dopo esser stati accusati a priori, lasciano come aggiornamento
sulla loro pagina di twitter:
ATTENTION - Obviously no one can speak for everyone, but
we're pretty confident that Facebook will not be taken down
on 28 Jan. #Anonymous
(ATTENZIONE- ovviamente nessuno può parlare per tutti, ma
siamo abbastanza certi che Facebook non verrà attaccato il
28 gennaio).
L'ipotesi dell'attacco a Facebook ha dell'ironico, in quanto
oltre a difendere per principio la libertà di parola e i diritti
dei cittadini, gli stessi usano i social network per comunicare.
Sarebbe un pò controproducente abbatterli... Attaccare i siti
governativi e delle majors come Universal, dimostra invece
che, come lo stato chiude un sito, loro chiudono lo stato...
Questa
la dichiarazione di "guerra" degli Anonymous:
"Questo è un urgente richiamo di all'erta per tutte le
persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo
aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando
Internet. La nostra evidente risposta è che non rimarremo
seduti mentre ci vengono portati via i nostri diritti da un
governo al quale affidiamo la loro stessa tutela. Questa non
è una chiamata alle armi, ma un richiamo a conoscere e ad
agire!
Il
Governo degli Stati Uniti ha superato ogni limite dandoci
un falso senso di libertà. Pensiamo di essere liberi e di
poter fare quello che vogliamo, ma in realtà siamo molto limitati
e abbiamo un grosso numero di restrizioni per quello che possiamo
fare, per quello che possiamo pensare, e anche per come veniamo
educati. Siamo stati talmente distratti da questo miraggio
di libertà, che siamo diventati esattamente cosa cercavamo
di evitare.
Per
troppo tempo, siamo rimasti fermi quando i nostri fratelli
e sorelle venivano arrestati. Per tutto questo tempo, il governo
ha ordito intrighi, tramando modi per incrementare la censura
attraverso il blocco degli ISP, il blocco dei DNS, la censura
dei motori di ricerca, dei siti, e una varietà di altri metodi
che direttamente si oppongono ai valori e alle idee che condividono
sia Anonymous, ovviamente, che gli stessi padri fondatori
di questo paese, che credevano nella libertà di parola e di
stampa.
Gli
Stati Uniti sono spesso stati indicati come esempio ideale
di paese libero. Quando la stessa nazione che è conosciuta
per la sua libertà e i suoi diritti inizia ad abusare delle
sue proprie persone, allora bisogna iniziare a combattere,
perchè gli altri la seguiranno presto. Non pensiate che perchè
non siete cittadini americani, questa storia non vi riguardi.
Non potete rimanere ad aspettare che la vostra nazione faccia
lo stesso. Dovete fermare tutto questo prima che cresca, prima
che venga riconosciuto come accettabile. Dovete distruggerlo
dalle fondamenta, prima che diventi troppo potente.
Possibile che il governo americano non abbia imparato dal
passato? Non ha visto le rivoluzioni del 2011? Non ha notato
che ci siamo opposti ogni qualvolta ci siamo imbattuti in
tutto ciò e che continueremo a farlo? Ovviamente il governo
statunitense pensa di essere immune.
Questo non è solamente un richiamo collettivo di Anonymous
a darci da fare. Cosa può mai risolvere un attacco DDoS? Che
cosa può essere attaccare un sito rispetto i poteri corrotti
del governo? No. Questo è un richiamo per una protesta di
portata mondiale sia su internet che nella vita reale contro
il potere. Diffondete questo messaggio ovunque.
Non
possiamo tollerare quello che sta succedendo. Ditelo ai vostri
genitori, ai vostri vicini, ai vostri colleghi di lavoro,
ai vostri insegnati e a tutti coloro con i quali venite in
contatto.Tutto quello che stanno facendo riguarda chiunque
desideri la libertà di navigare in forma anonima, parlare
liberamente senza paura di ritorsioni, o protestare senza
la paura di essere arrestati. Andate su ogni rete IRC, su
tutti i social network, in ogni community on-line e dite a
tutti l'atrocità che sta per essere commessa.
Se
protestare non sarà abbastanza, gli Stati Uniti dovranno vedere
che siamo davvero una legione e noi dovremo unirci come una
sola forza opponendoci a questo tentativo di censurare Internet
ancora una volta, e nel frattempo scoraggiare tutti gli altri
governi dal tentare ancora.
Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione. Non perdoniamo
la censura. Non dimentichiamo la negazione dei nostri diritti
come esseri umani liberi.
Questo
per il governo degli Stati Uniti: Dovevate aspettarvi la nostra
reazione".
Al
lettore giudicare se non si tratti di nobili ideali.
 
Internet:
Corte UE vieta imposizione sistemi di filtraggio preventivo
Internet: emendamento Fava contrario a diritto italiano ed
europeo
Diritto
d'autore e copyright: il parere dell'Osservatorio
Internet
fra libertà e diritti
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