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25 gennaio 2012
tutti gli speciali

Misure Monti sulla giustizia : passi avanti ma occorre prudenza
di avv. Demetro Delfino*

Il Consiglio dei Ministri ha di recente approvato una serie di interventi nel settore giustizia derogando parzialmente a non poche norme di legge sia nel settore civile che in quello penale.

Tali innovazioni non possono certo ritenersi risolutive dei non pochi problemi che affliggono la nostra giustizia essendo necessarie, evidentemente, delle misure più invasive che incidono nelle fondamenta del nostro ordinamento. Peraltro, mi sento davvero di condividere alcune novità destinate a migliorare la funzionalità e la celerità del processo penale.

Il primo di questi provvedimenti che mi preme esaminare, afferisce alla depenalizzazione dei reati minori e cioè alla depenalizzazione di quei reati puniti con la sola pena pecuniaria.

Si impone, evidentemente, una premessa. Nel nostro ordinamento penale, vige la conosciuta regola dell’obbligatorietà dell’azione penale: ciò significa che qualsiasi notizia di reato che perviene sul tavolo del Pubblico Ministero faccia sì che lo stesso magistrato “apra” un procedimento finalizzato ad accertare la stessa notizia di reato disponendo, per l’effetto, le necessarie indagini.

E’ facile comprendere che questo comporta il mettere in moto una complessa macchina in cui sono coinvolti non solo gli stessi magistrati ma, altresì, cancellieri, impiegati dell’amministrazione giudiziaria, avvocati, ufficiali giudiziari, nonché, gli organi di polizia deputati ai necessari accertamenti. E’ d’evidenza, visto il particolare carico giudiziario, che tali cospicui sforzi vanno anche a discarico dei processi nei quali si deve accertare la commissione dei reati più gravi i quali, per l’effetto, non vengono svolti con la necessaria celerità e attenzione.

A tal riguardo giova ricordare che l’ampia casistica giudiziaria insegna che i più frequenti errori si sono commessi in fase di indagini; errori che, per i più diversi motivi, non sono stati sanati nel corso del dibattimento e che hanno cagionato ingiuste condanne ad anni di prigione. Giova inoltre rilevare che la delega al Governo prevede, in concreto, la trasformazione in illecito amministrativo dei reati puniti con la sola pena pecuniaria, con esclusione dei reati in materia di immigrazione, sicurezza pubblica, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alimenti e bevande, ambiente, territorio e paesaggio nonché edilizia urbanistica.

Un'ultima considerazione è d’obbligo per i lettori più attenti. In realtà, la gravità del reato non sempre è avallata dal tipo di sanzione - pecuniaria e/o detentiva - poiché, nelle norme di legge identificanti un reato (e mi riferisco, evidentemente, non solo al codice penale ma a tutte quelle altre norme che contengono ipotesi di reato), è possibile rilevare fatti di una certa gravità puniti con pena pecuniaria e fatti di minore gravità rispetto ai primi puniti con pena detentiva! E’ d’evidenza che non si può fare altro che attendere e verificare, al termine di attuazione della delega, le effettive novità in materia.

Le altre novità di significativo rilievo che vale la pena esaminare riguardano l’annoso problema inerente al sovraffollamento delle carceri. Senza affrontare lo specifico il problema, è doveroso mettere a conoscenza il lettore che “l’eccessiva popolazione carceraria” è da ascriversi non solo ad una permanenza di detenuti che sono stati condannati a pena definitiva ma, anche, ad indagati che hanno una permanenza davvero breve: secondo i dati forniti dall’amministrazione carceraria, soltanto nel 2010, 21.000 persone sono risultate detenute nelle carceri italiane per un periodo non superiore ai tre giorni! E’ d’evidenza che simili dati non possono che fare riflettere.

Anche per questo motivo la delega prevede l’adozione dei seguenti provvedimenti:

  • la previsione che, in caso di arresto in flagranza (il cd. arresto sul fatto), il giudizio direttissimo si debba tenere entro e non oltre le 48 ore dall’arresto;
  • il divieto di condurre in carcere le persone che sono arrestate per reati minori, in questo caso, la custodia, in attesa del procedimento finalizzato alla convalida dell’arresto, verrà affidata alle forze di polizia che dovrà far permanere l’arrestato in apposite camere di sicurezza;
  • la previsione di altre pene alternative non detentive e la sospensione del processo penale, sempre per reati di minore gravità, con una sorta di “ messa alla prova” dell’imputato comportante lo svolgimento, da parte dello stesso imputato, di tutta una serie di prestazioni di pubblica utilità al cui esito positivo viene subordinata l’estinzione del reato;
  • l’innalzamento da dodici a diciotto mesi della pena detentiva che può essere scontata dal condannato presso il domicilio anziché di scontarla in carcere (legge 199/2010).

I provvedimenti appena indicati appaiono, prima facie, sicuramente di grande interesse e di efficienza capaci di snellire, evidentemente, la macchina giudiziaria.

Peraltro, il problema che ci si deve porre è il seguente: risulta o meno presente il contesto logistico capace di rendere concrete queste misure? Le forze di polizia, i centri di assistenza e di ascolto, il personale giudiziario è in grado di rendere davvero effettive queste misure? A mio avviso no o, per lo meno, non lo è ancora.

E’ d’evidenza che, prima di rendere concrete delle misure quali quelle previste, è assolutamente necessario verificare se ci sono i presupposti per poter renderle effettive poiché, in difetto, avremmo l’effetto opposto di creare nuovi e forse più complessi problemi di quelli che la giustizia vive ogni giorno.

Tempo fa, quando entrò in vigore la legge sull’indulto, assistetti ad un convegno nel quale venivano rese note le impressioni degli operatori che prestano attività di assistenza ai detenuti. Mi colpì quanto descrisse uno di questi operatori: "ricevetti una telefonata alle 2.00 del mattino dall’ex detenuto X che mi disse: padre… sono appena uscito dal carcere e non so dove andare…non so cosa fare… L'Assistente: da dove stai chiamando, sono 2.00 del mattino! L’ex detenuto: da un cellulare, l’ho rubato".

* Presidente dei Probi Viri e Reponsabile dell'Ufficio legale dell'Osservatorio


per approfondire...

Carcere e processo penale: le misure del governo Monti

Rapporto sulle Carceri 2011

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