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Maltrattamento
di anziani a Sanremo : quello che le cronache non dicono
di
Domenico Ciardulli*
E'
vero che nelle cronache italiane non è la prima volta che
emergono violenze ai danni di anziani accolti in residenze
protette. Ma occorre dire con chiarezza che alla Casa di Riposo
"Giovanni Borea" di Sanremo si è consumato un delitto senza
precedenti. Trattasi infatti di una struttura a carattere
pubblico perchè gestita da un Consiglio di Amministrazione
di una Fondazione i cui membri sono espressione del Comune
di Sanremo.
Quanto
accaduto non può essere "risolto" con i sette arresti degli
autori diretti dei maltrattamenti ma dovrebbe essere oggetto
di un dibattito generale che si allarghi a tutte le Regioni
e Comuni italiani dove non sono rare le violazioni di normative
nazionali e regionali. Queste violazioni rappresentano il
fertile substrato di violenze e ripetute mortificazioni dei
diritti e della dignità delle persone.
La Regione Liguria come tutte le altre regioni italiane ha
il proprio Piano socio-sanitario dove sono scritti i requisiti
per ottenere autorizzazioni e accreditamento delle strutture
residenziali, dove esiste un piano formativo e di aggiornamento
del personale socio-sanitario. Tutti gli enti locali costruiscono
le proprie normative su standard assistenziali nazionali per
assicurare i cosiddetti "LEAS" livelli essenziali di assistenza
sanitaria e i cosiddetti "LIVEAS" i livelli essenziali di
assistenza sociale.
A
titolo di esempio, in una casa di riposo con autosufficienti
il rapporto operatori utenti dovrebbe essere di 1 a 20 mentre
in una casa di riposo con persone parzialmente autosufficienti
il rapporto dovrebbe essere di 1 a 6 per aumentare ancora
in caso di utenti più gravi. Le normative nazionali e regionali
prevedono, come condizione "sine qua non" per l'autorizzazione
e l'accreditamento di una struttura, requisiti strutturali
ma anche l'obbligo dell'impiego di qualifiche professionali
adeguate.
Nel
caso specifico della Casa di Riposo con anziani non autosufficienti
è prescritta l'assunzione di infermieri professionali, OSS,
operatori socio-sanitari regolarmente qualificati attraverso
un corso regionale, assistenti sociali, educatori professionali,
coordinatori provvisti di relativa qualifica universitaria.
Dovrebbero scattare controlli periodici da parte dei Comuni
per quanto riguarda le case di riposo a carattere socio-assistenziale
e da parte delle Regioni per quanto riguarda le case di cura
a carattere sanitario e socio- sanitario, pubbliche e private.
Quanti
di questi requisiti strutturali e di dotazione organica qualificata
erano presenti nella Casa di Riposo "Giovanni Borea" di Sanremo?
E quanti di questi stessi requisiti sono presenti nelle migliaia
di case di riposo e di cura di tutto il territorio nazionale?
La responsabilità pertanto va estesa a monte: ai politici
e ai dirigenti di Regioni e Comuni, e non limitata ad alcuni
operatori, magari senza titolo e formazione, colti in flagrante
attraverso telecamere nascoste.
E' gravissimo il fatto che debba essere la Guardia di Finanza,
e non un sistema automatico di accurate ispezioni amministrative,
a scoprire una condizione permanente di maltrattamento di
persone fragili, per di più ricoverate in una casa di riposo
"comunale".
*
Coordinatore della Commissione "Legalità
nel sociale" dell'Osservatorio
 
Strage
di anziani : chi controlla le case di riposo private ?
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