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Giustizia
: ministro Severino alle Camere parla di emergenze
di
Mauro W. Giannini
L’attuale stato delle carceri e le condizioni "francamente
inaccettabili per un Paese come l’Italia" dei detenuti, il
"deficit di efficienza" degli uffici giudiziari rispetto alla
domanda di giustizia "sovradimensionata" rispetto ad altre
democrazie occidentali, gli strumenti deflattivi della giustizia,
soprattutto civile e "l’indifferibile razionalizzazione organizzativa
e tecnologica dell’intera struttura amministrativa dei servizi
giudiziari" sono stati i quattro principali temi (il ministro
li ha definiti "emergenze" affrontati dal Guardasigilli Paola
Severino nella sua relazione di oggi alle Camere.
GIUSTIZIA
PENALE
Processo
penale La durata media del processo penale è inferiore
rispetto a quella del processo civile (4,9 anni rispetto agli
oltre 7 del civile) ma occorre tener conto che essa incide
in modo sensibile anche sulla sorte degli oltre 28.000 detenuti
in attesa di giudizio, che rappresentano il 42% dell’intera
popolazione carceraria (altra anomalia tutta italiana).
Per
il ministro, "se è vero che la libertà personale può e deve
essere limitata per tutelare la collettività è parimenti incontestabile
che una dilatazione eccessiva della durata del processo a
carico di imputati o indagati detenuti pregiudica questo delicato
equilibrio tra valori di rango costituzionale ed aumenta,
talvolta in modo intollerabile, la sofferenza di chi, ad onta
della presunzione di innocenza, è costretto ad attendere,
da recluso, una sentenza che ne accerti le responsabilità".
Sulla
necessità che la delicata e complessa valutazione delle esigenze
cautelari sia improntata a criteri di estrema prudenza il
ministro condivide le preoccupazioni pubblicamente manifestate
dal primo presidente della Corte di Cassazione. Per il ministro,
occorre attenersi strettamente all’art. 275 del codice di
procedura penale secondo cui “la custodia cautelare in
carcere può essere disposta soltanto quando ogni altra misura
risulti inadeguata”.
La durata del processo penale incide anche sul numero dei
procedimenti (in media 2369 ogni anno) per ingiusta detenzione
ed errore giudiziario e, in ogni caso, aggrava la misura dei
pur doverosi risarcimenti a tale titolo erogati (nel solo
2011, lo Stato ha subito un esborso pari ad oltre 46 milioni
di euro).
Carcere
Il ministro ha ribadito la sua preoccupazione per lo stato
delle carceri italiane e degli ospedali psichiatrici giudiziari
e la volontà di "agire in via prioritaria e senza tentennamenti
per garantire un concreto miglioramento delle condizioni dei
detenuti (ma anche degli agenti della polizia penitenziaria
che negli stessi luoghi ne condividono la realtà e, spesso,
le sofferenze)".
Il Governo ha già adottato il decreto legge 22 dicembre 2011,
n. 211, con il quale si è prevista una prima serie di misure
urgenti per il contrasto al sovraffollamento delle carceri.
Con il successivo decreto legge 29 dicembre 2011, n. 216 si
sono operati interventi di miglioramento del “Piano Carceri”
approvato dal precedente esecutivo. Il 16 dicembre 2011 il
Governo ha approvato, in via preliminare, una modifica al
Regolamento penitenziario per introdurre la carta diritti
e doveri dei detenuti e degli internati, già trasmessa al
Consiglio di Stato per il prescritto parere.
Interventi
legislativi sulla Giustizia Penale Oltre agli interventi
sul carcere già citati, è da ricordare il Disegno di Legge
approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 dicembre 2011 che
prevede il conferimento al Governo delle deleghe legislative
in materia di depenalizzazione; di introduzione nel codice
di procedura penale degli istituti della sospensione del procedimento
con messa alla prova e della sospensione del processo per
assenza dell’imputato; nonché l’introduzione nel codice penale
e nella normativa complementare delle pene detentive non carcerarie.
Secondo
il ministro, "Si tratta di un intervento su materie ampiamente
condivise dal Parlamento ed in linea con il principio di un
diritto penale minimo. Esso intende introdurre elementi di
razionalizzazione nel processo penale e nel sistema sanzionatorio
e che appare destinato a determinare, nel medio periodo, una
ulteriore deflazione delle presenze in carcere per quei soggetti
dalle modeste e facilmente controllabili potenzialità criminogene".
GIUSTIZIA
CIVILE
Processo
civile Il quadro generale ha detto il ministro, è rappresentativo
di una situazione che desta forti preoccupazioni sia in ordine
all’enorme mole dell’arretrato da smaltire che, al 30 giugno
del 2011, è pari a quasi 9 milioni di processi (5,5 milioni
per il civile e 3,4 milioni per il penale), sia con riferimento
ai tempi medi di definizione che nel civile sono pari a 7
anni e tre mesi (2.645 giorni) e nel penale a 4 anni e nove
mesi (1.753 giorni). Con oltre 2,8 milioni di nuove cause
in ingresso in primo grado l’Italia è seconda soltanto alla
Russia nella speciale classifica stilata nel citato rapporto
CEPEJ.
Approvata la legge (n. 89 del 2001 a tutti nota come legge
Pinto) che consente di indennizzare l’irragionevole durata
del processo si è verificata una vera e propria esplosione
di questo contenzioso passato dalle 3.580 richieste del 2003
alle 49.596 del 2010. Un secondo effetto negativo indotto
da tale contenzioso è quello dell’ulteriore dilatazione dei
tempi di definizione dei giudizi presso le Corti di Appello
(cui è assegnata la competenza a decidere nella specifica
materia) che si aggiunge all’entità ormai stratosferica e
sempre crescente degli indennizzi liquidati (si è passati
dai 5 milioni di euro del 2003, ai 40 del 2008 per giungere
ai circa 84 del 2011).
Si conferma, per il secondo anno consecutivo, un decremento
delle pendenze nel settore civile con un calo, al 30 giugno
2011, di oltre 170.000 processi rispetto al 30.6.2010 (-3%),
su 5,5 milioni di processi civili pendenti. Secondo la Banca
d’Italia, l’inefficienza della giustizia civile italiana può
essere misurata in termini economici come pari all’1% del
PIL. Nel rapporto Doing Business 2010 l’Italia si classifica
al 157° posto su 183 paesi censiti, con una durata stimata
per il recupero del credito commerciale pari a 1210 giorni,
mentre in Germania ne bastano 394.
Per
il ministro, se si vogliono attrarre capitali in Italia sia
necessario garantire certezza ed efficienza della giustizia,
che se si vogliono accrescere le iniziative imprenditoriali
italiane e straniere nel nostro Paese, sia indispensabile
assicurare un percorso celere del processo.
La
mediazione Con il decreto legislativo n. 28 del 4 marzo
2010 il Governo diede attuazione alla delega relativa all’introduzione
in via generalizzata della mediazione come strumento di risoluzione
alternativa delle controversie civili e commerciali.
Per il ministro, la riforma "mira a ridurre in modo sensibile
il numero di giudizi dinanzi al magistrato, offrendo alle
parti uno strumento generale alternativo alla via giudiziale
per risolvere le controversie dei cittadini. Questa importante
riforma legislativa, completata con l’emanazione della normativa
regolamentare di dettaglio è operativa dal 20 marzo 2011,
con l’entrata in vigore delle norme sulla obbligatorietà della
mediazione nelle materie tassativamente indicate dalla legge.
Poiché l’analisi dei dati statistici riguarda soltanto il
primo semestre dell’anno appena trascorso è certamente prematuro
tentare una valutazione degli effetti della riforma sulla
domanda di giustizia".
Rispetto alle 33.808 mediazioni iscritte nel primo semestre
del 2011 si può comunque cogliere un trend in crescita se
si considera che a novembre 2011 le mediazioni registrate
hanno superato la soglia delle 53.000 unità. Sorprendono,
invece, i dati relativi allo scarso utilizzo della mediazione
delegata dal giudice e l’elevato numero di mancate comparizioni
dinanzi al mediatore.
Il ministro ha però evidenziato due dati a suo giudizio rilevanti:
a) nell’80% dei casi le parti partecipano alla mediazione
con l’assistenza di un legale di fiducia (e ciò vale a scongiurare
almeno in parte le preoccupazioni della classe forense in
ordine ad una possibile minorata tutela tecnica dei diritti
dei cittadini);
b) in presenza delle parti il tentativo di mediazione si conclude
con successo nel 60% dei casi, fatto che testimonia le grandi
potenzialità deflattive dell’istituto.
Interventi
legislativi sulla Giustizia Civile L'emergenza nel settore
civile costituisce una priorità di questo Governo. Con la
legge 12 novembre 2011 n. 183 (legge di stabilità del 2012)
sono state introdotte ulteriori disposizioni per l’accelerazione
delle controversie civili e per l’uso della posta elettronica
certificata nel processo civile. Con il decreto legge 22 dicembre
2011, n. 212, sono state introdotte disposizioni urgenti in
materia di processo civile e di composizione delle crisi da
sovraindebitamento, con un’attenzione particolare al debitore
consumatore, per il quale è prevista una apposita procedura
di esdebitazione.
ALTRI
TEMI
Giustizia minorile Nel corso del 2011 l’esame delle
statistiche ha confermato l’aumento generale della presenza
di minori di nazionalità italiana, già iniziato negli anni
immediatamente precedenti, anche nei Servizi residenziali,
come i Centri di prima accoglienza e gli Istituti penali per
i minorenni, che per molti anni hanno visto prevalere numericamente
i minori stranieri. Attualmente la presenza straniera proviene
prevalentemente dall’Est europeo (principalmente dalla Romania)
e dal Nord Africa (Marocco soprattutto). In generale i reati
contestati sono prevalentemente contro il patrimonio (60%),
pur se non sono trascurabili le violazioni delle disposizioni
in materia di sostanze stupefacenti (10%).
Revisione delle circoscrizioni giudiziarie Il ministro
ha giudicato positiva la riorganizzazione e riduzione degli
uffici giudiziari, dicendosi "consapevole che la chiusura
di un ufficio giudiziario crea numerose difficoltà e non poche
preoccupazioni alla classe forense, ai magistrati, al personale
amministrativo ed alla comunità locale direttamente interessata".
Tuttavia,
a giudizio del ministro Severino, "due ineliminabili esigenze
impongono di procedere con decisione verso questa direzione.
La
prima riguarda la necessità di ridurre le spese di gestione
e di razionalizzare l’utilizzo delle risorse umane esistenti,
in progressivo decremento a causa del blocco delle assunzioni
e del numero medio dei pensionamenti annuali (circa 1.200
unità). In altri termini e con maggiore chiarezza il Paese
non può più permettersi oltre 2000 uffici giudiziari allocati
in 3.000 edifici. La seconda è invece una diretta conseguenza
delle innovazioni normative e tecnologiche (dalla digitalizzazione,
alle notifiche on line via posta elettronica, dalla consultazione
degli atti via web ai pagamenti telematici del contributo
unificato) che rendono per molti versi anacronistica e non
più giustificabile l’attuale distribuzione territoriale".
Il
guardasigilli ha ricordato lo schema di decreto legislativo
che riguarda il riassetto territoriale dei Giudici di Pace,
approvato in prima lettura dal C.D.M. ed è in attesa di essere
inviato al C.S.M. ed alle competenti commissioni parlamentari
per i prescritti pareri e che prevede l'accorpamento di diversi
uffici (674) consentendo di recuperare 2104 unità di personale
amministrativo e di risparmiare, a regime, 28 milioni di euro
l'anno. Per quanto concerne la revisione dei tribunali e delle
relative sezioni distaccate il ministero conta di predisporre
la prima bozza operativa entro marzo-aprile del 2012.
Organici della magistratura Al momento risultano presenti
in organico 8.834 magistrati togati, con una scopertura di
1.317 posti. Per rimediare a questa situazione, risultano
completate le procedure per la nomina di 325 magistrati ordinari
(vincitori del concorso a 350 posti bandito nel 2009); è in
corso la correzione delle prove scritte di un ulteriore concorso
a 360 posti, bandito nel 2010 (che avrà termine tra poche
settimane); altri 370 posti sono stati banditi nel settembre
del 2011 e le prove scritte sono previste nel mese di maggio
del 2012. Va, infine, ricordato che, con l’immissione in servizio
dei 325 magistrati già vincitori del concorso bandito nel
2009, le presenze in organico raggiungeranno quota 9.169,
dato superato negli ultimi 12 anni soltanto nel 2005.
 
Il
commento dei giovani avvocati AIGA
Osservatorio:
rapporto sulle carceri 2011
Mediazione
civile e mediazione familiare
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