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11 gennaio 2012
tutti gli speciali

Mafie : testimoni di giustizia vittime di ingiustizia
di Doriana Goracci*

Con un classico passa parola- scritto, mi è arrivato: Ignazio Cutrò è pronto a lasciarsi morire di fame e di sete. Alcuni mesi fa eccolo in un video dal titolo: Apre ad Agrigento lo Sportello Antiracket.…Dopo molte vicissitudini finalmente è stato aperto ad Agrigento lo sportello Antiracket, ideato dall’imprenditore antiracket Ignazio Cutrò.

La lettera è stata scritta da Gaetano Montalbano (Blogger e Attivista) e inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Presidente della Regione Sicilia, ai Parlamentari Nazionali, ai Consiglieri Regionali Siciliani, ai Deputati Europei eletti in Sicilia e ad alcuni intellettuali ed artisti siciliani.

Ill.mi Signori,

Vi scrivo per raccontarvi di Ignazio Cutrò, unico Testimone di Giustizia in Italia che ha scelto di rimanere nel posto dove ha subìto minacce, ritorsioni e attentati. Siamo a Bivona, entroterra agrigentino, in piena terra di mafia. Un imprenditore ha alzato la testa e sfidato “Cosa Nostra”, denunciando e facendo condannare i propri estorsori mafiosi.

Pochi giorni fa la “Serit Sicilia”, agente della riscossione per la provincia di Agrigento, gli ha recapitato una “Comunicazione Preventiva di Ipoteca” per un importo di 85.562,56 euro, relative a cartelle che dovevano essere bloccate dalla sospensiva prefettizia. Lo Stato non ha sospeso i debiti dell’imprenditore-coraggio e non gli ha rilasciato i documenti necessari per il riavvio dell’azienda. Ignazio Cutrò, quindi, non può lavorare e deve pagare entro 30 giorni una cifra impossibile. Pena: l’iscrizione di ipoteca sui beni immobili. Tutto ciò in spregio alla legge italiana sui Testimoni di Giustizia.

Che senso colpire un simbolo dell’antimafia? La paradossale vicenda di Ignazio Cutrò, insieme a quelle di tanti altri testimoni di giustizia, è unagrave sconfitta dello Stato. Una disfatta. Dopo aver conosciuto la storia di Ignazio chi potrà mai azzardarsi a denunciare il Racket? Bisogna agire in fretta. Le generazioni future chiederanno conto dei silenzi e delle titubanze. Vorranno sapere perchè l’attuale classe dirigente sia stata così sciatta e reticente ed abbia permesso una simile vergogna.

Vi chiedo un intervento immediato. Un atto di dignità. Un sussulto di attivismo civile. Vi chiedo di assolvere con diligenza ognuno al proprio ruolo. Agite adesso. La vicenda di Ignazio Cutrò trovi immediata risoluzione positiva. E’ necessario far cessare tale infamia e creare le basi per la distruzione definitiva delle mafie. Il 17 gennaio scadono i trenta giorni concessi da SERIT Sicilia. Ignazio Cutrò è pronto a lasciarsi morire di fame e di sete. Alla sua scelta esemplare di cittadino modello devono essere applicati, con urgenza, i principi di legalità e giustizia. In attesa di un positivo riscontro.

Gaetano Montalbano (Blogger e Attivista)

Io non ho capito affatto e non ho tempo forse, per fare indagini e sapere quali relazioni ci siano tra questa vicenda e la politica locale. So in ogni caso che l’Ansa oggi riporta: Mafia come una banca fatturato da 140 mld. La mafia si conferma ”il più grande agente economico del paese in grado di muovere un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro con un utile superiore ai cento miliardi”. E’ quanto emerge dal rapporto di Sos Impresa, ‘Le mani della criminalità sulle imprese’, che sottolinea: ”Mafia spa è la prima banca d’Italia, con 65 miliardi di euro di liquidita”’. DA BAR A NEGOZI FATTURATO SFIORA 100 MLD – (...) NEL COMMERCIO QUASI UN REATO AL MINUTO – (...) CON MANI SU ORTOFRUTTA TRIPLICATI PREZZI – (...) Il volume d’affari delle agromafie, ovvero delle attività della criminalità organizzata nel solo settore agroalimentare, ammonta oggi – sottolinea la Coldiretti – a 12,5 miliardi di euro (il 5,6 per cento dell’intero business criminale). Le imprese agricole e i consumatori – precisa la Coldiretti – subiscono l’impatto devastante delle strozzature di filiera su cui si insinua un sistema di distribuzione e trasporto gonfiato e alterato troppo spesso da insopportabili fenomeni di criminalità che danneggiano tutti gli operatori. L’effetto è un crollo dei prezzi pagati agli imprenditori agricoli, che in molti casi non arrivano a coprire i costi di produzione, e un ricarico anomalo dei prezzi al consumo che raggiungono livelli tali da determinare una contenimento degli acquisti in un Paese come l’Italia che ha la leadership europea in quantità e qualità nell’offerta di ortofrutta.”

Poi cercando e ricercando e anche quì non so e non ho tempo… dicono che c’è una “Puntata censurata dal Governo ed effettivamente nell’elenco della RAI nn risulta mai andata in onda. Ottimamente concepita, come del resto ogni programma giornalistico di LUCARELLI, narra in maniera romanzesca (solo nell’impostazione della narrazione visto che i fatti sono tutti veri) la storia delle collusioni tra la mafia siciliana ed alcuni dei nostri politici di spicco. Da Salvatore Lima a Falcone, da Giulio Andreotti a Totò RIINA, da Paolo Borsellino a Badalamenti, ci racconta una classica storia di guardie e ladri, di uomini onesti e corrotti che se non fosse perchè sono veramente esistiti sarebbero dei perfetti personaggi di un romanzo giallo: BLU NOTTE “Puntata censurata 2004? Collusioni tra mafia e Politica 1/7“.

* Coordinatrice della Commissione "Voci dalla rete" dell'Osservatorio


per approfondire...

Dossier mafia e antimafia

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