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Mafie
: testimoni di giustizia vittime di ingiustizia
di
Doriana Goracci*
Con
un classico passa parola- scritto, mi è arrivato: Ignazio
Cutrò è pronto a lasciarsi morire di fame e di sete. Alcuni
mesi fa eccolo in un video dal titolo: Apre ad Agrigento
lo Sportello Antiracket.…Dopo molte vicissitudini finalmente
è stato aperto ad Agrigento lo sportello Antiracket, ideato
dall’imprenditore antiracket Ignazio Cutrò.
La lettera è stata scritta da Gaetano Montalbano (Blogger
e Attivista) e inviata al Presidente della Repubblica, al
Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente
del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Presidente
della Regione Sicilia, ai Parlamentari Nazionali, ai Consiglieri
Regionali Siciliani, ai Deputati Europei eletti in Sicilia
e ad alcuni intellettuali ed artisti siciliani.
“Ill.mi Signori,
Vi
scrivo per raccontarvi di Ignazio Cutrò, unico Testimone di
Giustizia in Italia che ha scelto di rimanere nel posto dove
ha subìto minacce, ritorsioni e attentati. Siamo a Bivona,
entroterra agrigentino, in piena terra di mafia. Un imprenditore
ha alzato la testa e sfidato “Cosa Nostra”, denunciando e
facendo condannare i propri estorsori mafiosi.
Pochi
giorni fa la “Serit Sicilia”, agente della riscossione per
la provincia di Agrigento, gli ha recapitato una “Comunicazione
Preventiva di Ipoteca” per un importo di 85.562,56 euro, relative
a cartelle che dovevano essere bloccate dalla sospensiva prefettizia.
Lo Stato non ha sospeso i debiti dell’imprenditore-coraggio
e non gli ha rilasciato i documenti necessari per il riavvio
dell’azienda. Ignazio Cutrò, quindi, non può lavorare e deve
pagare entro 30 giorni una cifra impossibile. Pena: l’iscrizione
di ipoteca sui beni immobili. Tutto ciò in spregio alla legge
italiana sui Testimoni di Giustizia.
Che senso colpire un simbolo dell’antimafia? La paradossale
vicenda di Ignazio Cutrò, insieme a quelle di tanti altri
testimoni di giustizia, è unagrave sconfitta dello Stato.
Una disfatta. Dopo aver conosciuto la storia di Ignazio chi
potrà mai azzardarsi a denunciare il Racket? Bisogna agire
in fretta. Le generazioni future chiederanno conto dei silenzi
e delle titubanze. Vorranno sapere perchè l’attuale classe
dirigente sia stata così sciatta e reticente ed abbia permesso
una simile vergogna.
Vi
chiedo un intervento immediato. Un atto di dignità. Un sussulto
di attivismo civile. Vi chiedo di assolvere con diligenza
ognuno al proprio ruolo. Agite adesso. La vicenda di Ignazio
Cutrò trovi immediata risoluzione positiva. E’ necessario
far cessare tale infamia e creare le basi per la distruzione
definitiva delle mafie. Il 17 gennaio scadono i trenta giorni
concessi da SERIT Sicilia. Ignazio Cutrò è pronto a lasciarsi
morire di fame e di sete. Alla sua scelta esemplare di cittadino
modello devono essere applicati, con urgenza, i principi di
legalità e giustizia. In attesa di un positivo riscontro.
Gaetano Montalbano (Blogger e Attivista)”
Io non ho capito affatto e non ho tempo forse, per fare indagini
e sapere quali relazioni ci siano tra questa vicenda e la
politica locale. So in ogni caso che l’Ansa oggi riporta:
Mafia come una banca fatturato da 140 mld. La mafia si
conferma ”il più grande agente economico del paese in grado
di muovere un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi
di euro con un utile superiore ai cento miliardi”. E’ quanto
emerge dal rapporto di Sos Impresa, ‘Le mani della criminalità
sulle imprese’, che sottolinea: ”Mafia spa è la prima banca
d’Italia, con 65 miliardi di euro di liquidita”’. DA BAR A
NEGOZI FATTURATO SFIORA 100 MLD – (...) NEL COMMERCIO QUASI
UN REATO AL MINUTO – (...) CON MANI SU ORTOFRUTTA TRIPLICATI
PREZZI – (...) Il volume d’affari delle agromafie, ovvero
delle attività della criminalità organizzata nel solo settore
agroalimentare, ammonta oggi – sottolinea la Coldiretti –
a 12,5 miliardi di euro (il 5,6 per cento dell’intero business
criminale). Le imprese agricole e i consumatori – precisa
la Coldiretti – subiscono l’impatto devastante delle strozzature
di filiera su cui si insinua un sistema di distribuzione e
trasporto gonfiato e alterato troppo spesso da insopportabili
fenomeni di criminalità che danneggiano tutti gli operatori.
L’effetto è un crollo dei prezzi pagati agli imprenditori
agricoli, che in molti casi non arrivano a coprire i costi
di produzione, e un ricarico anomalo dei prezzi al consumo
che raggiungono livelli tali da determinare una contenimento
degli acquisti in un Paese come l’Italia che ha la leadership
europea in quantità e qualità nell’offerta di ortofrutta.”
Poi cercando e ricercando e anche quì non so e non ho tempo…
dicono che c’è una “Puntata censurata dal Governo ed effettivamente
nell’elenco della RAI nn risulta mai andata in onda. Ottimamente
concepita, come del resto ogni programma giornalistico di
LUCARELLI, narra in maniera romanzesca (solo nell’impostazione
della narrazione visto che i fatti sono tutti veri) la storia
delle collusioni tra la mafia siciliana ed alcuni dei nostri
politici di spicco. Da Salvatore Lima a Falcone, da Giulio
Andreotti a Totò RIINA, da Paolo Borsellino a Badalamenti,
ci racconta una classica storia di guardie e ladri, di uomini
onesti e corrotti che se non fosse perchè sono veramente esistiti
sarebbero dei perfetti personaggi di un romanzo giallo: BLU
NOTTE “Puntata censurata 2004? Collusioni tra mafia e Politica
1/7“.
*
Coordinatrice della Commissione "Voci
dalla rete" dell'Osservatorio
 
Dossier
mafia e antimafia
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