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Giornalisti : Carta di Roma e Carta di Firenze
di
Tamara Gallera
Entrerà
in vigore il primo gennaio la Carta di Firenze, un nuovo strumento
deontologico a tutela dei giornalisti. A dare l'annuncio,
tre giorni fa, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti,
Enzo Iacopino, che nel corso di una conferenza stampa ha parlato
di "documento che ha visto il sostegno e la fattiva collaborazione
di tutti gli enti di categoria, e che deve diventare uno strumento
di tutela per tutti i colleghi".
La
carta, spiega l'Ordine nazionale, "è uno strumento deontologico
innovativo per disciplinare modelli virtuosi di collaborazione
tra giornalisti e cooperazione con editori per cementare ancora
la fiducia tra stampa e lettori. Normerà condotte e comportamenti
che potranno diventare anche oggetto di procedimento disciplinare
ordinistico o sindacale in caso di violazione".
La carta deontologica sancisce principi importanti, come la
pari dignità tra colleghi e il diritto a non essere discriminati
o sfruttati. Dall'1 gennaio dunque gli ordini regionali avranno
la facoltà, o d'ufficio o su istanza di aprire procedimenti
disciplinari a carico dei propri iscritti per violazione della
Carta di Firenze.
Un'altra Carta, quella di Roma, sottoscritta dal Consiglio
Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione
Nazionale della Stampa Italiana per la corretta informazione
su richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti,
ha generato invece una nuova associazione costuita da membri
quali Acli, Amnesty International, Arci, Archivio immigrazione,
Asgi, Cnog, Fnsi, Unhcr (invitato permanente) e Unar (osservatore
permanente).
L'associazione, presieduta dalla giornalista RAI Tiziana Ferrario,
rappresentante dell'Ordine dei Giornalisti, ha lo lo scopo
di dare attuazione al protocollo deontologico della professione
giornalistica attraverso la promozione di iniziative per assicurare
una responsabilità sociale dell’informazione sui temi dell’immigrazione
e dell’asilo e, in generale, per garantire il rispetto delle
minoranze, la correttezza dell’informazione e il superamento
degli stereotipi.
 
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