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Stampa
internazionale difende giornalisti condannati in Etiopia
di
Mauro W. Giannini
Mentre giornalisti di tutto il mondo si uniscono nell'indignazione
per la condanna al carcere, pensano al ricorso in appello
i difensori dei due giornalisti svedesi, Martin Schibbye e
Johan Persson, che un tribunale etiope ha punito con 11 anni
di carcere con accuse di fiancheggiamento del terrorismo e
di essere entrati in Etiopia illegalmente.
I due collaboratori dell'agenzia svedese Kontinent erano stati
arrestati il primo luglio insieme a militanti di un gruppo
indipendentista etiope, il Fronte di Liberazione Nazionale
di Ogaden (Flno), all'esito di uno scontro con l'esercito
etiope, e sono stati incriminati dieci giorni fa. Erano entrati
in Etiopia illegalmente per investigare sulle violazioni dei
diritti umani nella regione chiusa dell'Ogaden. Essi hanno
risposto alle accuse affermando che stavano soltanto facendo
il loro lavoro di giornalisti.
L'accusa
ha richiesto per loro 18 anni, ma la Corte ne ha assegnati
11. I difensori svedesi dei due hanno definito la condanna
"brutale", mentre le organizzazioni a tutela dei diritti civili
ritengono che in nome della lotta al terrorismo il governo
di Addis Abeba metta il silenziatore alla dissidenza ed alla
stampa internazionale. Amnesty International ha dichiarato
che i due giornalisti sono stati processati per aver fatto
un "lavoro legittimo".
Il
governo svedese è stato scioccato dalla condanna. "Il nostro
punto di partenza è e resta che essi hanno erano nel Paese
in missione giornalistica - ha detto il primo ministro svedese
Fredrik Reinfeldt dopo la condanna - essi dovrebbero essere
liberati prima possibile e potersi ricongiungere con le loro
famiglie". Ma per il governo di Addis Abeba, i due cooperavano
con organizzazioni terroristiche e sono stati giustamente
condannati in base alla legge sul terrorismo con un processo
trasparente.
Lise
Bergh, segretario generale di Amnesty International Svezia,
Jean-Francois Julliard, segretario generale di Reporter senza
frontiere, Jesper Bengtsson, presidente di Reporter senza
frontiere Svezia ed Arne König, della Federazione europea
dei giornalisti, insieme ad altri esponenti della stampa svedese
ed internazionale, hanno chiesto alla Commissione UE di chiedere
all'Etiopia di modificare immediatalmente la sua legge sul
terrorismo riportandola in armonia con il diritto internazionale.
A
loro giudizio, l'Europa dovrebbe sollevarsi in difesa del
ruolo dei media come cane da guardia della democrazia, tenendo
presente che quanto sta accadendo oggi in Etiopia è ben più
vasto del caso dei due giornalisti svedesi.
 
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