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Anno
giudiziario , Cnf : responsabile collaborazione tra avvocati
e giudici
di
staff
Collaborazione virtuosa tra magistrati e avvocati per far
camminare le riforme. Approvazione spedita del nuovo statuto
dell’avvocatura, per garantirne una competenza qualificata
e il miglioramento dell’attività giudiziale e stragiudiziale.
Impegno degli avvocati sulla conciliazione ma dito verso alla
istituzione di un rango stabilizzato di giudici laici. E’
questa la posizione dell’avvocatura in merito alle più recenti
riforme, già in vigore oppure solo annunciate, in materia
di giustizia, espressa ieri dal presidente del Consiglio nazionale
forense, Guido Alpa, nel suo intervento istituzionale in occasione
della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, che
si è tenuta in Corte di Cassazione alla presenza del Capo
dello Stato.
Alpa
ha ricordato il nesso indissolubile tra riforma della giustizia
e la riforma della professione forense, in attesa di essere
calendarizzata in aula al senato. “Il legislatore si accinge
a varare una iniziativa che potrebbe davvero migliorare l’attività
giudiziale e stragiudiziale degli avvocati. Ci auguriamo che
compia il suo corso in modo spedito, perché le innovazioni
che propone, per formare i giovani che si avviano alla carriera
mediante le Scuole forensi, per selezionare con criteri oggettivi
i candidati, per assicurare l’effettività dell’esercizio dell’attività
da parte degli avvocati iscritti agli albi, per garantire
una maggiore professionalità mediante le specializzazioni,
per introdurre un sistema di assicurazione obbligatoria della
responsabilità civile, per modificare il procedimento disciplinare
accentuando la terzietà dei consigli di disciplina – cito
solo i punti più qualificanti tra i molti che il progetto
prevede – sono davvero significative e non rinviabili. Esse
promuovono la qualità della professione, connotato essenziale
sia per sostenere la concorrenza sia – e soprattutto – per
informare ad un codice etico più rigido i comportamenti dei
“custodi dei diritti”. La competenza qualificata rafforza
l’autonomia e l’indipendenza della Avvocatura, e perciò rafforza
le basi della stessa democrazia”.
Nel suo intervento, il presidente del Cnf ha passato in rassegna
i principali interventi sul processo civile (legge n.69/2009)
per sottolineare come, in tema di conciliazione, “l’avvocatura
intende cooperare in modo fattivo e concreto al risanamento
dei mali della giustizia. La nuova normativa precisa che in
questi procedimenti non vi è ministero di difensore, ma il
Consiglio ritiene che ogni lite, per gli aspetti tecnici,
patrimoniali morali che involge, possa essere portata a termine
in modo compiuto solo se seguita da un giurista. Così come
giurista non può che essere un conciliatore”. Quanto al “filtro
in Cassazione” sarebbe necessario prevedere, ha sottolineato
Alpa, moduli interpretativi condivisi per evitare un vaglio
discrezionale dell’ammissibilità dei ricorsi. Bene l’introduzione
della class action che “potrà assicurare ai consumatori appartenenti
alle categoria danneggiate la possibilità di ottenere un risarcimento
più spedito, con economia di atti processuali, di tempi e
di risorse economiche”.
“Tutti
gli istituti a cui ho fatto cenno riposano su una responsabile
collaborazione tra avvocati e giudici e richiedono anch’essi
lo studio congiunto di best practices”, ha evidenziato ancora
Alpa. Alcune riforme annunciate, però, non piacciono agli
avvocati: è il caso di quella della magistratura onoraria.
“L’avvocatura non ha mai visto con favore la istituzione di
un rango di giudici laici stabilizzati, ritenendo che le misure
straordinarie adottate per riparare il dissesto del sistema
giudiziario dovessero essere temporalmente definite, e che
la pianta organica dei giudici ordinari dovesse essere coperta
e integrata, attraverso concorsi selettivi, eventualmente
anche riservati agli avvocati e ai ricercatori universitari”.
La relazione si è chiusa con l’impegno dell’avvocatura “nel
continuare con abnegazione, con senso di responsabilità, con
partecipazione attiva e generosa a prestare il suo servizio
per assicurare il migliore funzionamento del sistema di amministrazione
della giustizia e con ciò contribuire a dare una nuova prosperità
al nostro Paese”.
 
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