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Carcere
: il ragazzo suicida voleva vivere
di
staff
Indignazione e preoccupazione per l'ennesima morte in carcere.
La esprimono i responsabili dell'Associazione Comunita' Papa
Giovanni XXIII, Giovanni Paolo Ramonda, Responsabile Generale,
e Mauro Cavicchioli, animatore generale del servizio carcere,
ricordando le parole di Don
Oreste Benzi, fondatore dell’Associazione: "Chi si uccide
vuole vivere. Sono le situazioni in cui si trova che gli procurano
una sofferenza tale che supera la sofferenza della morte".
L’Associazione e' in lutto per la morte del ragazzo detenuto
nella Casa di reclusione di Spoleto che mercoledì 20 gennaio
si è suicidato. La Comunità di Don Oreste Benzi esprime cordoglio
e solidarietà alla sua famiglia e a tutti i suoi cari.
La
Comunità, indignata, chiede al Governo di impegnarsi concretamente
per rendere la pena un tempo di rinascita e non di morte,
anche attraverso una valutazione psico-fisica che verifichi
l’idoneità della persona alla condizione di detenzione carceraria
e chiede alla Magistratura di favorire l’applicazione di tutte
le misure alternative alla detenzione in carcere quando questa
metta in pericolo la vita della persona che in ogni condizione
è sacra e deve essere protetta.
 
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