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01 febbraio 2010
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Leggi razziali e avvocati italiani
di staff

"Le leggi razziali e gli avvocati italiani-Uno sguardo in provincia" fa luce sull’atteggiamento distratto degli avvocati rispetto alle leggi delle vergogna e sul sacrificio compiuto dai legali italiani di religione ebraica e narra dei ricorsi degli avvocati di religione ebraica contro le delibere di cancellazione dagli albi forensi, in applicazione delle leggi razziali.

Partendo dalla realtà locale pisana, tra l’altro luogo presso il quale furono firmati da Vittorio Emanuele III, in villeggiatura a San Rossore, i quattro decreti leggi che segnarono l’inizio della persecuzione ebraica in Italia, il libro prova a squarciare il velo sulla dolorosa frattura vissuta dal mondo forense negli anni del regime fascista, tra le istituzioni forensi e le comunità ebraiche italiane, tra gli avvocati italiani e gli avvocati italiani di religione ebraica, presentando in particolare la storia del rabbino capo della Comunità di Pisa, Giacomo Augusto Hasdà, avvocato iscritto e cancellato dall’albo per incompatibilità con la sua carica religiosa e poi catturato dalla Gestapo e deportato ad Auschwitz.

Si tratta di una frattura che la storia forense finora non ha indagato a sufficienza, come ha sottolineato il presidente del Cnf, Guido Alpa, in occasione della presentazione del libro, il 27 gennaio a Roma, per la Giornata della Memoria, presso la sede del Consiglio nazionale forense. "La cancellazione dagli albi degli avvocati e dei procuratori di religione ebraica è una dolorosa vicenda storica che deve essere sottratta all’oblio".

"I giuristi avvertono un senso particolare di disagio perché la persecuzione è stata costruita con le parole e i concetti del diritto - scrive Alpa nel capitolo del libro intitolato 'La persecuzione degli avvocati ebrei: il 'giorno della memoria' e le lacune degli studi storici' - Il pensiero va all’articolo 1 del codice civile ancora in vigore, e al suo comma terzo, poi soppresso, con il quale si limitava la capacità giuridica 'nei casi stabiliti dalla legge'. La persecuzione passava anche di lì". "È doloroso ricordarlo, ma sarebbe davvero grave dimenticarlo", evidenzia ancora Alpa. E per non dimenticare il Consiglio nazionale forense inviterà tutti gli Ordini a celebrare la giornata della memoria con ricerche, pubblicazioni, commemorazioni, per l’appunto a perpetuare il ricordo di quegli avvocati che sono stati involontari testimoni del 'fallimento della parola'.

Il libro - edito dalle Edizioni PLUS (la casa editrice dell'Ateneo di Pisa) - e' cura di David Cerri. La prefazione al volume è di Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane.


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