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Giorno
della memoria : i vertici sapevano...
riceviamo
e pubblichiamo
Lunedì
sera 27.01, dopo il film “ Il diario di Anna Frank “, RAI
UNO ha trasmesso un servizio, a me sfuggito in passato, su
quanto fecero le strutture burocratiche e militari Italiane
in CROAZIA, GRECIA e FRANCIA nel 1942 – 43, oltre che nell’ITALIA
pre-Repubblica di SALÒ, per salvare quanti più ebrei possibile
dal trasferimento ai campi di sterminio
dunque non era vero, come si è sempre detto, che “ solo pochi
sapevano “, se lo stesso Mussolini fu informato ufficialmente
dal suo Ministero degli Esteri, e coinvolto sostanzialmente
in quanto stavano facendo anonimi funzionari divenuti Eroi,
con la complicità dello stesso Ministero, per ostacolare l’attuazione
di un Programma nazista ufficialmente mai avallato da Adolf
Hitler; dunque, soldati del Regno d’ITALIA, e non autonomi
Partigiani, giunsero a fermare treni di rastrellati già chiusi
per farli scendere
dunque, ordini formali delle Autorità italiane nei “ territori
occupati “, con documenti fasulli ( come la “ nazionalità
provvisoria “ ), destinarono a residenze sotto il loro controllo
gli ebrei, per evitare che cadessero nelle mani dei nazisti
tedeschi, croati, greci o francesi. Incidentalmente, riprendo
la mia critica contro chi, dopo lo 8 settembre 1943, commise
la leggerezza di permettere ai Tedeschi il sequestro di un
Mussolini probabilmente per nulla consenziente.
Dunque,
come affermano nel servizio sopravvissuti all’Olocausto grazie
a quegl’interventi italiani, la nostra naturale insofferenza
verso l’Autorità, che in quel momento rappresentava anche
il Male, realizzò il Miracolo di trasformare semplici Burocrati
in autentici Eroi che decisero di rischiare la loro vita per
la Giustizia assoluta, nei confronti di persone nella massima
parte sconosciute.
È
forse in questo individualismo istintivamente ribelle che
si esprime la caratteristica nazionale, dalla forza / debolezza
della media Impresa, alla sopravvivenza alle angherie dei
Capi e degli storici invasori: dalla facilità nell’accettazione
del Plagio con un’apertura di credito che riempie le Piazze
molto più di entusiasmo che di convinzione, al rigetto magari
irrazionale di fronte all’accumularsi dell’inganno.
Pierpaolo
Benni
 
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