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01 febbraio 2010
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Giorno della memoria : i vertici sapevano...
riceviamo e pubblichiamo

Lunedì sera 27.01, dopo il film “ Il diario di Anna Frank “, RAI UNO ha trasmesso un servizio, a me sfuggito in passato, su quanto fecero le strutture burocratiche e militari Italiane in CROAZIA, GRECIA e FRANCIA nel 1942 – 43, oltre che nell’ITALIA pre-Repubblica di SALÒ, per salvare quanti più ebrei possibile dal trasferimento ai campi di sterminio

dunque non era vero, come si è sempre detto, che “ solo pochi sapevano “, se lo stesso Mussolini fu informato ufficialmente dal suo Ministero degli Esteri, e coinvolto sostanzialmente in quanto stavano facendo anonimi funzionari divenuti Eroi, con la complicità dello stesso Ministero, per ostacolare l’attuazione di un Programma nazista ufficialmente mai avallato da Adolf Hitler; dunque, soldati del Regno d’ITALIA, e non autonomi Partigiani, giunsero a fermare treni di rastrellati già chiusi per farli scendere

dunque, ordini formali delle Autorità italiane nei “ territori occupati “, con documenti fasulli ( come la “ nazionalità provvisoria “ ), destinarono a residenze sotto il loro controllo gli ebrei, per evitare che cadessero nelle mani dei nazisti tedeschi, croati, greci o francesi. Incidentalmente, riprendo la mia critica contro chi, dopo lo 8 settembre 1943, commise la leggerezza di permettere ai Tedeschi il sequestro di un Mussolini probabilmente per nulla consenziente.

Dunque, come affermano nel servizio sopravvissuti all’Olocausto grazie a quegl’interventi italiani, la nostra naturale insofferenza verso l’Autorità, che in quel momento rappresentava anche il Male, realizzò il Miracolo di trasformare semplici Burocrati in autentici Eroi che decisero di rischiare la loro vita per la Giustizia assoluta, nei confronti di persone nella massima parte sconosciute.

È forse in questo individualismo istintivamente ribelle che si esprime la caratteristica nazionale, dalla forza / debolezza della media Impresa, alla sopravvivenza alle angherie dei Capi e degli storici invasori: dalla facilità nell’accettazione del Plagio con un’apertura di credito che riempie le Piazze molto più di entusiasmo che di convinzione, al rigetto magari irrazionale di fronte all’accumularsi dell’inganno.

Pierpaolo Benni

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