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Dietro
i muri
riceviamo
e pubblichiamo
Inizio
dall’Italia e da Francesco Mastrogiovanni, maestro anarchico,
morto su un letto di contenzione dopo 80 ore di TSO e non
perchè lo diciamo tra amici ma perchè 14, tra i 19 indagati
medici e infermieri coinvolti nel “caso estivo“, sono stati
interdetti dalla professione per ordinanza
del Gip, al punto che “Per mancanza di personale è stata
disposta la chiusura del reparto di psichiatria del San Luca
di Vallo della Lucania “.
Dopo
le celebrazioni per la Memoria dei deportati nei campi di
concentramento, doverose, ho sentito io altrettanto doveroso
ricordare quanti ancora vivono dietro le Mura, non solo di
un Carcere, un Cie,un reparto di psichiatria ma in un ghetto
disumano e confinati dalla violenza, di chi in passato l’ha
subita atrocemente, la persecuzione e l’emarginazione.Solo
un Muro è crollato, quello di Berlino.
Mi riferisco al popolo palestinese e ai quei ragazzi israeliani,
Refusnik,ai giovani attivisti, agli Anarchici Contro il Muro,in
inglese Anarchists Against the Wall, che ancora tentano di
far sapere e girano nel mondo come dei Cantastorie disperati
ed ostinati: il 28 gennaio a Roma si potrà ascoltare la testimonianza
di Ronnie Barkan, attivista israeliano anarchico contro il
muro, a Corso Italia 25 alle 17. Uno dei sempre troppo pochi
che lotta per quei morti e vivi siano essi zingari, omosessuali,
malati di mente, militanti comunisti e socialisti, anarchici,
sindacalisti, dissidenti politici,vagabondi,bambini detenuti,
donne e genocidi, attivisti…
Sono
voci rare, e a mio avviso non meno preziose, che osano e lottano
per non scordare. Ci invitano a guardare la realtà, fatta
di persone e non Merci su un Treno, senza futuro: per la Libertà,
senza confine, in direzione contraria ai Fatti Globali. Non
deve ripetersi mai più ? Per due motivi, il primo per come
vanno le cose, il secondo per cambiarle perchè “la speranza
ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio” .
Lo scrisse Agostino di Ippona, e il concetto viene e venne
ribadito da tanti,sempre troppo pochi, anche da un italiano
come Pier Paolo Pasolini che “noi abbiamo una vera missione,
in questa spaventosa miseria italiana, una missione non di
potenza o di ricchezza, ma di educazione, di civiltà”.
Ritroviamoci
nella Casa del Grande Rifiuto: Non fare e Non dire è aiutare
ad uccidere, anche la Memoria.Detto tra Donne e Uomini, e
As-Soldati: non c’è la Fortuna dietro l’angolo ma la Guerra,
la Mafia, anche tra noi.
Ti
ricordi?
Doriana
Goracci
 
Dossier
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