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Senza
un fremito di vergogna
riceviamo
e pubblichiamo
Hanno
rubato sui Treni Italia, sulle automobili a seguito dei passeggeri,
spaccati i vetri, hanno portato via abiti e documenti, vestitini
per bambini e qualche giocattolo. Hanno depredato dignità
alla gente, rubato ai pensionati, agli operai, a quelli che
non fanno ferie, ma cassa integrazione, lo hanno fatto senza
un fremito di vergogna, di rispetto umano.
Al
Natale da poco passato, al Bambino hanno tolto canottiera
e calzini, hanno sottratto perfino la culla, senza rispettare
norma, hanno rubato con premeditazione, con il freddo nel
cuore, con arroganza, supponenza, hanno rubato a se stessi
ogni futura speranza di diventare uomini, parte di una collettività
ritrovata. Hanno rubato ai vecchi ed ai bambini, a chi non
potrà ritornare al mercato dei sogni, se non il prossimo anno.
Forse. Quando la notizia è uscita, le immagini in televisione
mostravano persone disperate in brandelli di dialoghi, padri
e madri, bimbi, nonni, arrabbiati a tal punto da non riuscire
a esternare neppure un’imprecazione, come se la rabbia fosse
in procinto di esplodere, una sensazione di assoluta impotenza,
di profonda umiliazione.
Rubare
è disvalore ufficializzato dai tempi della Croce, dei dieci
Comandamenti, sebbene sia un tempo il nostro, in cui addirittura
rubare può essere interpretato come una sorta di valore attraente,
socialmente e culturalmente neppure mal sopportato, anzi qualche
volta apprezzato e apprezzabile. Ladri gentiluomini, ladri
galanti, ladri con una propria etica, più semplicemente si
tratta di ladri, continuo a non credere ai Robin Hood, negli
Arsenio Lupen, non mi pare corrispondente al vero il rubare
ai ricchi per donare ai poveri, infatti rubare è semplicemente
qualcosa di sbagliato, e non sarebbe educativo né da esempio
parteggiare per qualcuno che commette imprese furbesche, perché
non è detto che lo faccia per dare ai meno fortunati, piuttosto
per avere sempre e comunque un tornaconto personale.
Hanno portato via le proprie cose a tante persone in cerca
di un po’ di riposo, di pace, di serenità per tutta la famiglia,
lo hanno fatto senza alcuna possibilità di attenuanti, di
giustificazioni, per trasformare un’azione sbagliata, in qualcosa
di “meno” grave, perché commessa da chi costretto a farlo
per soddisfare un bisogno primario. Su quel treno non sono
saliti ladri per disperazione, si è rubato alla gente comune,
quella onesta, che lavora, a quelli già in pensione ma ancora
si danno da fare per un decoro che non viene meno.
Dove
tutto è il contrario di tutto, è sempre difficile schierarsi
dalla parte giusta, dove stanno coloro che non credono nobilitante
rubare, in particolar modo alla povera gente, dove non c’è
nulla di avventuroso nel rendere ancora più triste la vita
a chi poco ottiene, che ha figli al seguito da mantenere e
fare crescere con amore. Le parole sono importanti, ancora
di più quando tentano uno scarto per non diventare servili
a un metodo, ancora di più quando ci si dimentica in fretta
di accadimenti così umilianti e vergognosi, ancora di più
quando rubare è sempre sbagliato, ma lo è in maniera inaccettabile
nel momento in cui viene perpetrato subdolamente nei confronti
di chi non ha strumenti di difesa, né risorse per continuare
a sopravvivere.
Vincenzo
Andraous
 
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