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Etica
e politica : ribellarsi all'arma della burocrazia
di
Rodolfo Roselli*
In
Italia siamo spettatori di uno Stato invasivo, estorsore e
parassita che ha tutto l'interesse d'alimentare la burocrazia,attraverso
leggi costruite dai politici. Da tempo si realizza un triangolo
perverso politica-burocrazia-elettorato ove le leggi cervellotiche
prodotte dalla politica, vengono date in esecuzione alla burocrazia
che le rende ancor più assurde, fino a spingere l'elettore,
per salvarsi a chiedere aiuto alla politica che stabilisce
con il voto di scambio il prezzo da pagare.
In
questo modo si esercita un controllo su aspetti sempre più
dettagliati delle attività umane che, di conseguenza, vengono
vincolate e negativamente condizionate da una regolamentazione
irrazionale e assolutamente strumentalizzata. In questo modo
la politica è ben lontana dal garantire una serena vita democratica,
ma tende ad insinuarsi fin entro i minimi particolari dell'individuo,
costringendolo a sopportare una ipertrofia legislativa, una
legislazione degenere e un crescente potere della partitocrazia,
proprio attraverso la burocrazia che diviene il suo braccio
operativo. Si
attua una missione distorta del funzionario pubblico, che
per definizione dovrebbe essere un funzionario dello Stato,
cioè un funzionario del popolo sovrano e che dovrebbe applicare
le regole sistematicamente e nei confronti di tutti indipendentemente
da qualsiasi colore politico. Nulla di tutto questo oggi si
verifica, nessuna sistematicità, le regole si applicano solo
quando conviene, viene colpito chi non si può difendere ed
esonerato il potente, si compiono atti senza nemmeno conoscere
se sono eseguiti in modo corretto.
Viviamo
dunque in un regime dispotico, che ha creato per suo vantaggio,
il ceto dei parassiti che mettono le mani sulle risorse prodotte
da chi lavora, trasformando gli incarichi pubblici in strutture
che non hanno l'obbligo di produrre nulla, di promuovere lo
scoraggiamento e necessitano solo di essere mantenute dalle
imposte. Tutto questo diviene palese quando si verificano
problemi gravissimi che lo Stato è chiamato a risolvere tempestivamente,
come il problema dell'immondizia nelle città meridionali,
della durata dei processi, che si affronta in modo distorto,della
gestione della sanità, costosissima e piena di aree lacunose
e sovente tragiche, problemi dei quali se ne parla da decenni
e come tali restano.
Un
singolare episodio può essere citato per dimostrare la qualità
dei nostri legislatori. Al Senato recentemente 151 senatori
di tutte le parti politiche, si sono impegnati per depositare
un disegno di legge che regolasse il "Trasporto dei minori
su moto",da nessuno mai sollecitato. Questo dotto impegno
oltre a sparare a ventaglio divieti e relative sanzioni, 285
euro e fermo del veicolo, ha sentito il bisogno di statuibile
quali dovessero essere le persone da trasportare, la loro
fascia di età, il loro peso, la loro statura, le dimensioni
e le forme dei seggiolini e altre imbecillità. Hanno trascurato
di rendere obbligatoria ai guidatori l'abilitazione a saper
fare anche i salti mortali, ma un emendamento è sempre possibile
per rimediare. Dunque pronti ad emanare norme oppressive,
difficilmente applicabili, valutabili più soggettivamente
che oggettivamente, destinate a incamerare multe e rendere
la vita del cittadino sempre più difficile e sempre lontane
dal buon senso che usato da persone in buona fede potrebbe
consigliare di evitare queste stupidità.
Del
resto questo sistema subdolo l'impadronirsi del potere attraverso
la burocrazia, non è di oggi. Tra l'ottocento e il novecento
la burocrazia è cresciuta del 500 per cento. Agli inizi del
seicento in Francia i burocrati erano circa l'1% della popolazione,
oggi superano il 6% e parliamo di una nazione che ha 7000
leggi nazionali e regionali, e non dell'Italia che ne ha circa
350.000, ma da noi la burocrazia alimenta anche persone che
nessuno vorrebbe. A fine ottocento si sosteneva che un prelievo
fiscale del 12% del PIL, fosse già un pericolo per la libertà
e per lo sviluppo economico di una nazione, Keynes ne stabiliva
la soglia massima invalicabile al 15%, oggi abbiamo raggiunto
il livello più alto d'Europa prossimo al 50%,un livello che
non serve a nulla perché poi si afferma che comunque soldi
in cassa non ci sono. Non è dunque una fatto casuale che oggi
l'Italia ha un debito pubblico spaventoso, che il deficit
delle spese statali continua a crescere, che tutti ormai si
sono resi conto che i costi della nostra politica sono i più
elevati dell'Europa, perché se il 50% delle entrate produttive
viene dissipato nei parassitimi, ben poco resta per lo sviluppo
della nazione.
Oggi
i responsabili della nostra economia si vantano di aver gestito
la crisi finanziaria mondiale meglio di altre nazioni europee,
e allora perché mai anche nello sviluppo del PIL noi siamo
sempre in coda alle altre nazioni, citate come meno virtuose?
Le politiche redistributive dei redditi hanno realizzato di
fatto la più grande mistificazione nei confronti dei cittadini.
Queste vendute ai creduloni come un novello teorema di Robin
Hood, togliere ai ricchi per dare ai poveri, hanno invece
permesso allo Stato un gigantesco spostamento di risorse dalle
attività produttive a quelle improduttive, per creare rendite
utili solo a comperare il consenso. Una strategia che ha permesso
di dare stabilità politica attraverso la sovvenzione di un
immenso stuolo di clientes, con effetti catastrofici per l'insieme
sociale perché in questo modo lo Stato ha mangiato il futuro
del paese, ha compromesso lo sviluppo ed ha tolto opportunità
alle future generazioni, e poi li sbeffeggiano chiamandoli
pure bamboccioni. Gli strumenti usati per questo disastro
sono l'alta fiscalità, la spesa pubblica irrefrenabile, la
riduzione del tasso di sviluppo che non possiede più risorse
per investire.
Oggi
molti si scandalizzano per i privilegi dei politici, degli
sprechi, ma molti non ammettono di essere complici diretti
o indiretti per aver tollerato queste impostazioni assurde,
sapientemente spacciate per progressi sociali. Una di queste
idee è il mantenimento a tutti i costi di livelli d'occupazione
in aziende che, da tempo, non hanno prodotto ricchezza, bruciando
risorse alla luce del sole con bilanci costantemente in rosso.
Una caso emblematico è stato quello dell'Alitalia, svenduta
a pochi affaristi e i cui debiti li abbiamo pagati noi. Non
una operazione finanziaria, ma una immensa stupidaggine. Si
è riusciti a confondere il rigore dei piani industriali ed
economici con il lassismo della beneficenza a tutti i costi,
si è preferito il dirigismo alla libertà economica.
Altra
idea errata è stata quella di far credere che l'eventuale
recupero dell'evasione fiscale potesse andare a beneficio
di tutti. Sarebbe stato semplice dimostrarlo dedicando le
somme recuperate alla riduzione del debito pubblico, cioè
del debito che grava sulla testa di tutti, anche dei neonati.
E invece, appena si scorge all'orizzonte una timida disponibilità
di denaro, tesoretto o no, si riaccende subito la frenesia
della spartizione, ma non a favore di tutti, ma di ben selezionate
categorie, con distribuzione a pioggia la più ampia possibile,
a scapito di ciascun beneficiario, tanto per perpetuare la
citata distribuzione ai clientes. Redistribuzione non produttiva
e anche ingannevole, perché ad esempio aumentare di 40 euro
le pensioni modeste, per poi assorbire tutto ogni mese con
gli aumenti dei servizi e dei generi alimentari, è solo una
immensa truffa.
Al saccheggio dello Stato centrale, si è aggiunto anche il
saccheggio del decentramento federativo o regionale. Vendutoci
come mezzo per ridurre le spese e non creare nuovi privilegi
e nuove poltrone e che la realtà dei numeri smentisce in modo
definitivo. Come le pensioni base dei consiglieri regionali
molisani, emiliani, liguri, veneti o marchigiani che corrispondono
al 65% dell'indennità parlamentare, ma per i pugliesi è al
90% e per quella dei friulani e siciliani è al 100%. Perché
mai l'assemblea regionale fiorentina con mezzo milione di
abitanti in meno, costa di più di quella emiliana? Perché
mai l'assemblea siciliana costa quanto le asseblee di Abruzzo,
Basilicata, Emilia Romana, Liguria e Puglia messe insieme?
Come mai ad ogni siciliano la loro assemblea costa più di
57 euro a testa, contro i 7,59 euro per ogni cittadino lombardo?
Perché
mai in Piemonte si sono fatte, nel 2006, 907 sedute per un
totale di 255 ore di lavori e in Lucania solo 23 sedute per
un totale di 5 ore? Perché mai gli stipendi dei consiglieri
regionali piemontesi, con annessi e connessi,ammontano a 16.630
euro al mese, i valdostani a 6.078, e gli umbri a 6.597? Perché
mai le voci non tassabili degli stipendi dei consiglieri piemontesi
ammontano a 10.176 euro, mentre per i valdostani ammontano
a 516 euro? Perché mai chi guida l'assemblea pugliese ha uno
stipendio mensile di 18.185 euro e colui che giuda l'assemblea
umbra di 7.102 euro? Questi sono numeri terrificanti per noi
contribuenti e dimostrano la falsità sia della enunciata riduzione
delle spese che quella dei privilegi. Ma soprattutto questo
dimostra che non esistono nemmeno le regole di decenza,ognuno
fa come gli pare, questo non è federalismo ma anarchia, utile
solo per sperperare il denaro pubblico con la massima facilità.
Il 15 Agosto 2007 l'allora ministro dell'Interno Amato dichiarava
che intendeva adottare la dottrina Giuliani per combattere
ogni illegalità a qualsiasi livello, consapevole che anche
la piccola illegalità andasse combattuta perché propedeutica
alla grande. Ebbene, a parte il fatto che dopo le chiacchiere
nulla ha fatto, ha ignorato che la piccola e grande illegalità
risiede proprio negli organi dell'amministrazione pubblica
sia in modo diretto che indiretto, anche non seguendo coscientemente
i controlli di sua responsabilità e quindi il metodo Giuliani
va applicato con successo alla burocrazia. La grande ed efficace
svolta che tutti gli italiani dovrebbero fare sarebbe quella
di citare per danni proprio la burocrazia, in ogni occasione,
continuamente, non dandole alcuna tregua, e chiedendo il risarcimento
dei danni morali e materiali. (...) E la svolta sana dei cittadini
dovrebbe estendersi a citare i parlamentari assenteisti che
non lavorando truffano chi li paga, coloro che non sono capaci
di fare le leggi che danneggiano tutti, coloro che allungano
i tempi decisionali del parlamento che rendono poi obsoleta
ogni norma appena completata, coloro che abusano in termini
d'indennità di gettoni di presenza, le tuttora esistenti inadempienze
verso i portaborse, le evasioni fiscali poi usate anche per
drogarsi.
Queste azioni del pubblico, penetranti e senza alcuna sosta,
avvengono su base singola e collettiva già all'estero da cittadini
singoli o associati e non danno alcuno scampo ad ogni minima
illegalità pubblica, ed è un utilissimo segnale deterrente
per il futuro. Questa è la reale svolta politica del pubblico,
colpendo duramente ogni politico di qualsiasi colore, per
disinquinare il paese da queste persone indegne, ma per farla
ci vogliono anche cittadini coraggiosi, e voi che dite …..ci
sarebbero?
*
stralci dell'intervento su Radio Gamma 5
del 27.1.2010 e su Challenger TV satellitare Sky 922 ogni
giorno dal lunedì al venerdì
 
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