01 luglio 2009

 
     

DDL sicurezza : crisi umanitaria e rischio epidemie
di osservatoriosullalegalita.org

"A poche ore dal voto finale in Senato al decreto n°733 sulla sicurezza (che si svolgerà domani a partire dalle ore 13), ci giungono notizie drammatiche relativamente al numero di immigrati che nelle ultime settimane non sono ricorsi alle cure mediche in ospedale nonostante le gravi condizioni di salute". Lo affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione per i diritti umani Gruppo EveryOne.

Da uno studio compiuto nelle ultime tre settimane dal Gruppo EveryOne nei principali ospedali di Roma (San Gallicano, Policlinico Umberto I, San Camillo Forlanini, Policlinico Tor Vergata, Ospedale Grassi di Ostia) e Milano (Niguarda, ospedale Maggiore Policlinico, San Paolo, San Carlo Borromeo), è stata riscontrata una diminuzione di quasi il 35% dei migranti che ricorrono alle cure di pronto soccorso, conseguentemente alla notizia dell’imminente approvazione del provvedimento che prevede, tra le altre cose, l’introduzione in Italia del reato di clandestinità. I picchi si registrano in particolare all’ospedale San Paolo di Milano, dove la diminuzione degli accessi alla struttura ospedaliera da parte dei migranti irregolari ha raggiunto quasi il 75 %.

"Nel frattempo" proseguono i co-presidenti di EveryOne "i nostri attivisti hanno ricevuto segnalazioni di vere e proprie tragedie umanitarie, proprio in virtù della fobia da ‘reato di clandestinità’, verificatesi nel mese di giugno: il 10 giugno una badante ucraina di 39 anni, priva dei visti d’ingresso, è stata ritrovata morta dissanguata in seguito a un aborto spontaneo all'interno dell'appartamento in cui lavorava, a Torre a Mare, in provincia di Bari. Dopo tante ricerche, aveva da poco trovato un'occupazione. Improvvisamente, si è sentita male e ha cominciato a sanguinare, ma non ha chiamato nessuno: la paura di perdere il lavoro o di essere denunciata per la sua condizione irregolare l'ha bloccata".

"Si verificano ogni giorno casi simili - continuano Malini, Pegoraro e Picciau - come quello recentissimo di un cinese di 33 anni fuggito il 14 giugno dall'ospedale Sacco di Milano portandosi via il figlioletto neonato appena operato per una gravissima malformazione al cuore, per paura della denuncia per ‘clandestinità’". Oltre alla violazione delle convenzioni internazionali sui diritti umani, della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea, della Carta dei Diritti dei Popoli, con l’approvazione del decreto 733 si prospetta un fenomeno fuori controllo che mette in serissimo pericolo la salute pubblica in Italia e nel mondo.

Ma in Italia, come negli altri Paese dell'Ue, sono presenti anche migranti provenienti da Congo, Rwanda, Sudan e altri Stati africani colpiti dal micidiale virus dell'Ebola: "Dopo l'approvazione del decreto, vivranno nascosti in luoghi inaccessibili e in condizioni igieniche tragiche. Basterebbe un solo caso di contagio da parte del virus Ebola o di altra febbre emorragica letale (ve ne sono di altamente epidemiologiche) - conclude EveryOne - per provocare un'epidemia assolutamente incontrollabile.".

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Speciale immigrazione

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