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27 giugno 2009
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Ragazzo
iraniano a rischio deportazione accolto in Italia Vahid Kiani Motlagh, il gay iraniano 32enne che era stato fermato in Francia lo scorso 25 maggio e rinchiuso nel centro di detenzione all'aeroporto di Saint-Exupery, a Lione, si trova ora di nuovo a Roma ed è libero, dopo alcune ore trascorse in consegna presso le autorità italiane, per le procedure di rito. Lo comunicano, per il Gruppo EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, aggiungendo: "Provato, ma felice, Vahid è ora libero, a fianco del suo compagno". Il Gruppo aveva inviato un appello urgente al Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, per sollecitare una sua azione di sensibilizzazione con la Farnesina e il ministro Frattini. Ieri mattina Fini ha confermato il suo interesamento affinche' venisse accordata immediata protezione umanitaria al ragazzo. La Farnesina ha fatto sapere di stare seguendo con attenzione l'intero caso, nell'interesse di preservare al massimo i diritti fondamentali di Vahid, escludendo da subito una sua deportazione in Iran. "E’ stata una campagna faticosa, ma siamo riusciti a seguire passo dopo passo Vahid attraverso un'azione di diplomazia internazionale con le autorità francesi, l'Alto Commissario ONU per i Rifugiati, il Parlamento Europeo - grazie all'intercessione di Ottavio Marzocchi dell'Associazione Radicale Certi Diritti - e le istituzioni italiane" spiega il Gruppo EveryOne ringraziando le tante associazioni e i parlamentari di ambo gli schieramenti interessatisi al caso, e in particolare Gianfranco Fini e il consigliere diplomatico Alessandro Cortese, "che non solo si sono dimostrati disponibili e interessati alla positiva risoluzione del caso, ma hanno permesso che già dall'arrivo di Vahid in Italia venisse attivata una procedura che ne escludesse a priori la deportazione nel Paese d'origine". ___________ NB:
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