10 giugno 2009

 
     

Intercettazioni e ddl Alfano : giornalisti in piazza
di osservatoriosullalegalita.org

Giornalisti ''ancora in piazza per segnalare a tutti l'estremo pericolo rappresentato da questa legge, che sottrae ai magistrati un'arma fondamentale contro il crimine ed espropria i cittadini del diritto costituzionale di essere informati in modo completo, corretto e tempestivo''.

Così Guido Columba, presidente dell'Unione nazionale cronisti italiani, ha spiegato le motivazioni della manifestazione organizzata martedì 9 mattina dalla stessa Unci e dall'Associazione stampa romana contro il ddl Alfano sulle intercettazioni, oggi al vaglio della Camera con il governo intenzionato a mettere fin da subito la fiducia per impedire al Parlamento di svolgere il proprio ruolo di legislatore ed evitare che emergano le divergenze all’interno della maggioranza su un provvedimento che presenta molti profili di incostituzionalità.

Una manifestazione ha visto i giornalisti in un insolito corteo in bicicletta lungo vie del centro, con indosso pettorine con lo slogan “Liberi di informare, liberi di sapere. Aiutaci a difendere i tuoi diritti, sostieni la libertà di stampa”. Il corteo, guidato da Columba, Paolo Butturini e Fabio Morabito, segretario e presidente dell’Associazione Stampa Romana, è partito alle 11 dalla sede della Fnsi e dopo essere passato nei pressi del Senato, ha toccato piazza Venezia, via del Corso dove si è fermato qualche minuto sotto Palazzo Chigi, ha poi proseguito per piazza di Spagna ed ha raggiunto infine Monte Citorio. Ad attendere i cronisti-ciclisti davanti alla Camera c’erano il presidente e il segretario generale della Fnsi, Roberto Natale e Franco Siddi, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca, il segretario dell’Usigrai Carlo Verna e un gruppo di parlamentari.

''Vogliamo far sapere ai cittadini - ha detto il segretario della Fnsi, Siddi - che questo ddl non è a tutela della loro privacy ma impedisce loro la conoscenza e la libertà di giudizio essenziali per la democrazia e la legalità''. Roberto Natale ha ricordato che i giornalisti hanno fatto diverse proposte per tutelare davvero la privacy dei cittadini normali ma che ritengono inaccettabile una normativa che ha solo lo scopo di imbavagliare l’opinione pubblica. Del Boca ha riconosciuto che le fotografie scattate all’interno di Villa Certosa non andavano scattate e non andavano pubblicate, ma una cosa, ha detto, è punire chi sbaglia, un’altra è imbavagliare tutta la stampa come si punta a fare con il ddl Alfano.

Per informare l’intera Europa di quanto sta accadendo in Italia, dove evidentemente dopo aver definito Roma e Milano “città africane” il presidente del Consiglio intende introdurre livelli di libertà di stampa in linea con gli standard del Continente nero, Unci, Asr, Fnsi e Ordine hanno organizzato per mercoledì 10 pomeriggio una conferenza alla Associazione della stampa estera.

Speciale razzismo

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