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08 giugno 2009
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Razzismo
e sport : caso Balotelli preoccupa gruppi per i diritti Ancora insulti razzisti contro il giovane fuoriclasse dell'Inter Mario Balotelli a Roma. Il campione era in compagnia di alcuni compagni nella Under 21, fra cui Criscito e Giovinco, quando un gruppo di intolleranti gli si e' avvicinato rivolgendogli insulti razzisti e gettandogli addosso, in segno di disprezzo, alcune banane. "Il caso Balotelli dimostra che in Italia i fenomeni del razzismo e della xenofobia sono fuori controllo", commentano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, che ricordano come gli eventi discriminatori che colpiscono Balotelli siano ad un ritmo frenetico e come questa volta alle parole siano seguiti i fatti. "A chi afferma che 'non e' razzismo, altrimenti i tifosi insulterebbero anche Muntari, Vieira o Sissoko' - aggiungono - e' facile rispondere: Il razzismo colpisce chi mostra orgoglio di fronte agli intolleranti. Non a caso, in Romania il calciatore di etnia Rom Banel Nikolita, ambasciatore per le Nazioni Unite contro il razzismo, e' costantemente oggetto di cori razzisti, mentre altri campioni rom non sono bersagliati dai tifosi. Il pugile afroamericano Muhammad Ali' fu piu' volte aggredito dagli intolleranti, in un caso con armi da fuoco, mentre George Foreman, che non si interessava di diritti civili, veniva lasciato in pace". Al termine dell'odioso episodio, Mario Balotelli ha deciso di non sporgere denuncia contro gli intolleranti. "Vi e' una diffusa paura, da parte degli stranieri di mettersi contro i razzisti" spiega EveryOne, aggiungendo che l'organizzazione ha ricevuto negli ultimi mesi decine di segnalazioni di aggressioni da parte di intolleranti, ma solo in un caso la vittima ha sporto denuncia, pentendosene presto, dopo aver ricevuto gravi minacce. "Per rendersi conto del clima che circonda Balotelli - aggiungono Malini, Pegoraro e Picciau - basta dare un'occhiata agli insulti e alle minacce che lo riguardano sui gruppi di Facebook e nei forum che predicano la discriminazione". I leader del Gruppo EveryOne, che parleranno della gravita' del fenomeno discriminatorio nel nostro Paese durante i Mondiali Antirazzisti 2009 che si terranno a Casalecchio di Reno dall'8 al 12 luglio prossimi, commentano che "Lo sport puo' avere un ruolo educativo sulle nuove generazioni purche' si faccia latore di messaggi di tolleranza reciproca e fratellanza universale. Attualmente, in Italia, assistiamo al fenomeno contrario, che allarma le Istituzioni internazionali e induce campioni appartenenti ad etnie sgradite in Italia a non venire a giocare nelle nostre squadre". E' cosa nota che lo stesso Ibrahimovic ha vissuto con grande ansia l'escalation della xenofobia in Italia. E' facile trovare in rete video raccapriccianti in cui centinaia di tifosi insultano l'asso svedese di etnia Rom, chiamandolo 'zingaro' in modo dispregiativo. Nei forum e nei gruppi di Facebook i razzisti usano termini ancora piu' pesanti: 'Zingaro muori'; 'Zingaro brucia'; 'Zingaro ti odio' e cosi' via. Anche l'Osservatorio sulla Legalita' e sui Diritti Onlus esprime preoccupazione per il manifestarsi del razzismo in un mondo - come quello dello sport - che dovrebbe invece essere portatore di valori positivi ed aiutare ad incanalare l'aggressivita' e la volonta' di sfida in un contesto di regole e divertimento rispettosi dell'altro. "E' pur vero - commenta il presidente dell'Osservatorio, Rita Guma - che la tifoseria fa spesso uscire allo scoperto le pulsioni naturali e quindi a volte la parte peggiore di se' stessi, ma e' vero anche che negli stadi convergono gruppi di violenti che usano il calcio solo come pretesto per scatenarsi, senza realmente interessarsi al gioco". Questo tuttavia, secondo Guma, "fornisce un pessimo esempio ai giovani, anche perche' cio' che accade negli stadi o ai campioni dello sport ha una visibilita' che non hanno invece il rispetto e la convivenza quotidiani fra Italiani e persone di etnie diverse in tante citta'". La FIFA gia' dal 2001 ha cominciato a chiedere agli organizzatori di calcio di rifiutare l'ingresso ai fans che partecipano ad atti razzisti ed ai dirigenti di imporre sanzioni efficaci ai giocatori che indulgono in comportamenti razzisti. Nel 2005 la Federazione internazionale calcio ha annunciato un programma di 'ambasciatori dell'antirazzismo'. "Le autorita', gli atleti e gli sponsor del calcio in tutto il mondo stanno cercando ormai da anni di trasmettere messaggi positivi al pubblico e di trovare il modo di migliorare il comportamento degli stessi giocatori prima che la reputazione dello sport sia danneggiata - conclude Guma - ma il problema e' che la propaganda politica in modo crescente alimenta la paura del diverso insita in ognuno di noi usando la disinformazione ed il martellamento di fatti negativi realmente commessi da alcune persone di diversa etnia ma che in questi casi non vengono classificate semplicemente come criminali, ma in base al colore della pelle, alla nazionalita', alla religione e cosi' via. Cio' fornisce ai razzisti una giustificazione per passare dall'odio all'azione, che sia allo stadio, in rete o per strada". ___________ NB:
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