04 giugno 2009

 
     

Giustizia penale ed Europee : un programma dai penalisti
di Tara Fernandez

Il legislatore italiano e il governo vigilino affinche' l'appartenenza all'Unione Europea non contragga le liberta' e i diritti fondamentali del cittadino, ma anche i futuri europarlamentari italiani facciano la loro parte in tal senso. E' questa una delle richieste dell'Unione Camere Penali a pochi giorni dal voto europeo, vista l'incidenza che ha l'Europa nel settore del diritto e della procedura penale degli Stati membri.

A giudizio dei penalisti, lo Stato italiano dovrebbe quindi "Stimolare le istituzioni comunitarie ad assumere, negli interventi di armonizzazione degli ordinamenti penali, iniziative orientate non già verso minimi denominatori comuni, quanto piuttosto verso i massimi standards di garanzie" e "Promuovere la costituzione di un nucleo fondamentale di 'norme di garanzia' europee di diritto e di procedura penale, di un organismo che ne verifichi il rispetto e di un ufficio della difesa europeo che assicuri un’assistenza pronta e competente". Il legislatore nazionale deve poi "sfruttare gli spazi di adeguamento per il miglior coordinamento con le norme interne, evitando che l’adeguamento venga preso a pretesto per comprimere i diritti e le garanzie previste dall’ordinamento italiano".

Secondo l'UCPI, maggiori garanzie si otterrebbero anche contrastando - a livello europeo - il ricorso alla delega legislativa in materia di diritto e processo penale, "che sottrae l’irrinunciabile garanzia della decisione parlamentare secondo la procedura ordinaria", nonche' mantenendo rapporti costanti con il Commissario europeo titolare del portafoglio Giustizia, Libertà e Sicurezza, anche mediante la consultazione e la collaborazione della stessa associazione dei penalisti italiani.

Occorrerebbe infine "promuovere la conoscenza del diritto penale comunitario tra gli operatori di tutti gli Stati membri, mediante la costituzione di momenti di formazione comune e di scambio di esperienze, anche con il coinvolgimento delle associazioni forensi specialistiche e delle università, al fine di giungere alla individuazione di un avvocato penalista europeo" e utilizzare le risorse finanziarie dell’Unione Europea, dedicate alla giustizia, non solo per tali scopi, ma anche "per l’affermazione di uno spazio giuridico europeo fondato sulla tutela dei diritti degli individui secondo i principi della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU)".

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