02 giugno 2009

 
     

Un valore dimenticato
riceviamo e pubblichiamo

Nell'elenco dei "valori" citati a sostegno della bontà degli insegnamenti ricevuti dal proprio genitore è stata riscontrata una dimenticanza che non so decidermi se considerare o no volontaria.

Per cercare di chiarire il concetto faccio un esempio ciclistico. Se ad un sostenitore di un campione della bicicletta si chiedesse di elencare le gare più importanti vinte dal suo idolo probabilmente inizierebbe dal Campionato del mondo, Giro di Francia, e poi le altre tipo Giro delle Fiandre, Milano-Sanremo ecc. per cui è poco probabile che di un ciclista che ha vinto simili gare non si citino le 2 più importanti e cioè il Campionato del Mondo o il Giro di Francia. Uno potrebbe non ricordare la Firenze-Pistoia, per es.ma le prime due no.

Tra i "valori" elencati: "amore per il lavoro, generosità, tenacia e rispetto degli altri" non compare un "valore", che al giorno d'oggi in Italia viene considerato un pò come la Firenze-Pistoia tra le vittorie di un ciclista che ha vinto molto, per cui forse si ha ritegno a pronunciarlo ma che, nell'occasione, se fosse stato citato, per primo o per ultimo non ha importanza, poteva almeno essere considerato come una vittoria al Giro delle Fiandre: l'onestà.

Nei Paesi anglosassoni, per un politico, questo è ancora un "valore" da Campionato del Mondo ma in Italia ?

E' per questo dubbio o sono altri i motivi per cui questo "valore" non è stato citato?

Pierluigi Poggi

Speciale etica e politica

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