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27 giugno 2009
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Lettera
dalla Colombia : le donne vittime reclamano i propri diritti I diritti delle donne vittime in Colombia continuano ad essere rinviati per mancanza di volontà politica. Con l’approvazione della Legge delle Vittime, verità, giustizia e risarcimento si convertono in allegorie dell’impunità per la violenza in Colombia. • Il 24 e il 25 giugno, donne di varie regioni del paese si riuniscono a Bogotá per evidenziare gli ostacoli e le sfide che devono affrontare per la verità, la giustizia e il risarcimento. • Il 70% delle vittime del conflitto colombiano sono donne, sopravvissute alle violenze esercitate da tutti gli attori armati, inclusi la forza pubblica e gli organismi di sicurezza dello Stato. Bogotá, 18 giugno 2009. – Le donne vittime della violenza del conflitto armato non si meravigliano vedendo come il Congresso della Repubblica ha approvato il principio di opportunità per i “victimarios”, mediante cui lo Stato dimostra di non avere interesse giuridico a sanzionare molte delle loro azioni; e come, con l’approvazione della Legge delle Vittime, si nega loro il diritto alla verità, alla giustizia e al risarcimento. Per le donne vittime questa legge è stata approvata senza tener conto delle loro proposte e delle iniziative dei loro movimenti presentate in 9 udienze regionali del Congresso. Anche questa legge non riconosce i loro diritti né le ultime decisioni della Corte Costituzionale relative al tema. Allo stesso modo, la legge non rispetta le osservazioni sui Diritti Umani inviate dalle Nazioni Unite al Congresso e al Governo. Con questo, si dimostra ancora una volta che i diritti delle vittime in Colombia continuano ad essere rinviati per mancanza di volontà politica. Il potere costituito ha voltato le spalle alla componente primaria, in questo caso, incarnata dalle vittime, che in modo propositivo hanno esposto di esigere i loro diritti. In conclusione, è stato approvato un progetto di legge per le vittime senza le voci delle vittime. Ora, con la sistemazione del testo della legge tra Senato e Camera, si spera che si approvi la proposta originale, che riconosce quanto contemplato dal Diritto Internazionale Umanitario in tema di risarcimento delle vittime. Tema in discussione Per le donne è un imperativo etico riflettere, rendere visibile e denunciare le politiche e i processi di verità, giustizia, risarcimento e le garanzie che non si reputano fatti simili. Questo è il tema del Foro Internazionale “Verità, Giustizia e Risarcimento Integrale: un debito in sospeso con le donne vittime delle violenze”, evento che ha l’obiettivo di presentare e dibattere di fronte alle autorità nazionali e alla comunità internazionale i risultati del processo con donne vittime di diverse violenze rispetto alle attuali disposizioni e normative in Colombia, come la “Legge di Giustizia e Pace 975/2005”, il “Decreto 1290/2008” e il “Processo di Smobilitazione Paramilitare”, che, invece di garantire il diritto alla verità, alla giustizia e al risarcimento per le donne, hanno aggravato la loro situazione rispetto all’accesso alla giustizia, con ostacoli per la conoscenza della verità sui crimini commessi contro le loro famiglie, le loro vite e i loro corpi, e la garanzia di risarcimento integrale e non ripetizione. Il risultato è un alto grado di impunità in relazione alle violenze subite dalle donne. A questo evento partecipano 300 donne di tutte le regioni del paese, molte delle quali vittime delle violenze del conflitto armato, che porteranno la loro testimonianza e presenteranno le loro proposte per esigere la verità, la giustizia, il risarcimento integrale e la garanzia di non ripetizione. Per la Corporación Casa de la Mujer, Funsarep, Corporación Vamos Mujer e la Ruta Pacífica de las Mujeres, organizzazioni che convocano questo foro, è necessario persistere e insistere sui diritti alla Verità, alla Giustizia e al Risarcimento per le donne e le bambine vittime delle violenze in Colombia. Altrimenti il diritto all’uguaglianza e la garanzia di non ripetizione sono messi a rischio per il futuro e la vita stessa delle donne. * si ringrazia Doriana Goracci ___________ NB:
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