23 giugno 2009

 
     

Informazione in Italia : FNSI parla di censura ed autocensura
di Mauro W. Giannini

Sconcerto e definizioni di "censura" da parte dei massimi esponenti della Federazione Italiana della Stampa sia sulla questione del ddl Alfano sulle intercettazioni, sia a seguito dell'oscuramento da parte del TG1 dello scandalo emerso da un filone dell'inchiesta barese e riguardante il presidente del Consiglio, e a seguito dell'intervento del ministro della cutura Sandro Bondi contro il quotidiano Repubblica.

Secondo Roberto Natale, presidente del sindacato dei giornalisti, "Contro la censura le rappresentanze del giornalismo italiano continueranno a battersi con la massima determinazione: se necessario fino allo sciopero, per fermare il disegno di legge ora giunto al Senato. Un’opposizione tanto più necessaria adesso che affiora lo spudorato proposito di emendare in peggio il testo uscito dalla Camera dei Deputati, per mettere il silenziatore anche alle notizie sull’inchiesta di Bari. Sarà tutta l’informazione ad essere considerata un 'pericolo per la democrazia', secondo l’allarmante definizione che il Ministro Bondi ha dato del quotidiano 'La Repubblica'."

Per questo, a giudizio di Natale, "è importante che non solo giornalisti, editori, magistrati contrastino questo disegno". Al contrario, "Questi rischi pesanti di censura sono aggravati dalla gigantesca azione di autocensura messa in atto in questi giorni da alcuni dei principali Tg pubblici e privati: uno spettacolo imbarazzante, in cui si è arrivati al totale oscuramento di una notizia perché politicamente scomoda. Ai direttori di quelle testate – ma a maggior ragione a quelli Rai - va ricordato di non sfregiare così la credibilità dei loro giornali e la dignità dei professionisti che con loro lavorano, e che non meritano di essere associati a grette operazioni politiche".

Secondo Franco Siddi, segretario nazionale FNSI, "Sbaglia il ministro Bondi a confondere legittime prese di posizione, inchieste e notizie pubblicate da giornali quali la Repubblica con posizioni di partito. Le notizie anche se scomode – anzi ancor di più in questo caso – vanno analizzate considerate come tali. Il vero problema è che il potere manifesta pesantemente fastidio – a dir poco - quando il rapporto tra vizi privati e pubbliche virtù è messo in discussione. Nelle decadenze di vario genere risiedono i pericoli democratici, non nella libera circolazione delle notizie e nel confronto delle idee, di cui un pluralismo dell’informazione rispettato e non intimidito è garanzia essenziale".

Siddi commenta anche l'intervento del Presidente della Rai Garimberti che ha ricevuto il direttore del Tg1 Minzolini ricordandogli che "completezza e trasparenza dell’informazione sono un dovere imprescindibile del servizio pubblico radiotelevisivo". "E’ francamente imbarazzante che, per i telegiornali Rai si proponga per l’ennesima volta la contrapposizione di interventi esterni sulle notizie da dare o non dare al pubblico, specie quando emergono episodi di informazione negata - commenta Siddi - La completezza e la trasparenza dell’informazione nel servizio pubblico è missione essenziale più che per qualsiasi altro media. Le omissioni sono sempre un disvalore".

Siddi ricorda che "I doveri professionali dell’ordinamento parlano chiaro e il contratto collettivo di lavoro lo ribadisce, assicurando ai comitati di redazione e a ogni giornalista - se vuole esercitare con coerenza e lealtà la propria attività – la condizione di essere attori decisivi del processo di informazione in ogni giornale, pubblico o privato, con indipendenza e autonomia. I direttori decidono gerarchia e impostazioni dei giornali. Ciascun giornalista e ciascun collettivo redazionale hanno il compito di far vivere la democrazia nei processi di formazione delle scelte redazionali. C’è bisogno di una riflessione anche di categoria piuttosto che di invocazioni o compiacimenti per invasioni di campo della politica, che fa legittimamente un altro mestiere. L’autonomia, ai fini della completezza dell’informazione, va fatta valere sempre".

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