![]() ![]() |
|||
|
21 giugno 2009
|
|||
|
|
|||
|
Carceri
: sovraffollamento , soluzioni piu' rapide ed umane E' stato nuovamente lanciato l'allarme sulla crescita della popolazione carceraria anche dalla polizia penitenziaria che attraverso i segretari generali delle organizzazioni sindacali ha confermato lo stato di agitazione gia' proclamato, con riferimento alla debolezza della proposta governativa circa il piano-carceri prospettato per superare la piaga del sovraffollamento. Attualmente i detenuti sono infatti 63.472, a fronte di un limite di tollerabilita' di 43.568 unita'. Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus concorda con le soluzioni indicate dall'Unione Camere Penali Italiane e dall'Osservatorio Carceri, e cioe' la limitazione del ricorso alla custodia cautelare e l'incentivazione dell'accesso alle misure alternative. Concordiamo infatti anche sul fatto che l'ampliamento delle strutture esistenti e la costruzione di nuovi penitenziari siano invece soluzioni troppo lente, richiedendo anni per essere attuate. Da sempre Osservatorio sulla legalita' e sui diritti ha indicato come sbagliato l'uso della carcerazione preventiva - che viene quindi disposta per persone ancora innocenti di fronte alla legge - negli stessi luoghi in cui scontano la pena i condannati. Mentre l'UCPI ritiene che di tale misura venga fatto un "uso eccessivo", il problema e' a nostro avviso legislativo, e non riguarda la magistratura, di volta in volta tacciata di un uso troppo disinvolto dello strumento o di un uso insufficiente, a seconda dei fatti di cronaca che vedono protagoniste persone sotto inchiesta che commettono atri reati quando lasciate in liberta' o che si suicidano quando preventivamente incarcerate. E che il problema sia legislativo lo evidenzia anche la volonta' dell'attuale governo di stabilire l'obbligo della carcerazione preventiva per gli indiziati di violenza sessuale, misura da noi fortemente osteggiata in quanto discriminatoria rispetto ai sospettati di altri reati e livellatrice - quando non in contrasto - rispetto ai tre presupposti che la legge (e la logica) prevedono quali condizioni per necessitare della misura cautelativa (pericolo di fuga, di reiterazione del reato e di occultamento delle prove). Per quanto riguarda invece l'incentivazione delle pene alternative - che ci vede favorevoli non per buonismo, ma perche' esse, anche in virtu' del fatto che tengono i piccoli criminali lontano da quelli di grosso calibro, riducono il pericolo di recidiva - si registra invece in questi giorni la posizione favorevole del dott. Ionta, direttore del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. E' ovvio che la scelta di ampliare il ricorso alle misure alternative confligge con una campagna informativa che vuole criminali pericolosi solo quelli di piccolo cabotaggio e con una legislazione penale (gia' da anni, ma sempre di piu') forte con i deboli e debole con i forti. Si spera tuttavia che l'autorevole parere proveniente dalla direzione del DAP ed il contributo dei penalisti inducano governo e parlamento a riflettere e agire di conseguenza. * presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus ___________ NB:
I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI CITANDO L'AUTORE
E LINKANDO
|
|||