11 giugno 2009

 
     

Intercettazioni : preoccupa approvazione ddl Alfano
di Rita Guma*

Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus afferma la sua ferma contrarieta' e preoccupazione per l'approvazione di oggi alla Camera del ddl Alfano sulle intercettazioni.

Da notare il voto a favore di 17 esponenti dell'opposizione, a beffa di cio' che dichiarava prima del voto la responsabile legalita' del PD, Pina Picierno: "Ancora una volta l’interesse privato del presidente del Consiglio è l’unica vera emergenza di questo Governo. Ancora una volta si cerca confondere le acque facendo passare l’utile personale del presidente del Consiglio per l’interesse dei cittadini. Questa fiducia prosegue il progetto che punta a garantire la totale immunità del presidente del consiglio rispetto alla legge, nell’ottica del 'legibus solutus' consona alle monarchie assolute piuttosto che ai sistemi democratici a cui appartiene il nostro paese. Un cammino iniziato con l’approvazione del lodo Alfano e del quale di cui non si vede ancora la fine".

E' evidente che Picierno non sa - ma forse avra' appreso con il voto odierno (non e' mai tardi per imparare, a scapito di noi cittadini) - che la sua parte politica e' stata artefice di questa situazione, visto che durante il governo Prodi l'allora ministro per la giustizia Clemente Mastella presento' un ddl che vietava la pubblicazione delle intercettazioni fino alla conclusione delle indagini preliminari – cioe' anche a distanza di anni dai fatti – di atti processuali gia' perfezionati e completi e che il codice non considera più coperti dal segreto. Il motivo era non gia' la difesa della privacy dei cittadini, ma quella dei politici e dei loro amici furbetti del quartierino i cui retroscena erano emersi nei mesi precedenti proprio grazie alla pubblicazione delle intercettazioni.

Nesuna indignazione era seguita invece alla scoperta di migliaia di intercettazioni illegali a scapito di privati cittadini, ne' alcuna azione significativa aveva fatto seguito alla scoperta del controllo illegalmente effettuato su magistrati, giornalisti, associazioni e privati cittadini (fra cui alcuni componenti del nostro Osservatorio) da un agente del Sismi che aveva aperto un dossier su soggetti che riteneva dannosi per il capo del governo di allora, Silvio Berlusconi. Anzi, in quella occasione maggioranza e opposizione serrarono i ranghi e protessero i servizi.

Entrando nel merito del ddl appena approvato, con le nuove norme (se confermate al Senato) le intercettazioni saranno autorizzate soltanto quando vi siano "evidenti indizi di colpevolezza" e non piu' "gravi indizi di reato", quindi quando saranno divenute superflue. Inoltre la necessita' di ricorrere ad un tribunale collegiale composto da tre giudici per l'approvazione potrebbe comportare in alcuni casi ritardi rischiosi. Anche l'abbreviazione della durata riduce l'efficacia 'statistica' dello strumento d'inchiesta. Inoltre le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sulle sue utenze e non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte, tranne che nei casi di mafia e terrorismo. E' evidente che la norma risulta protettiva per i criminali.

Sotto il profilo dell'informazione, si prevede il carcere (da sei mesi a tre anni) per i giornalisti che pubblicheranno il contenuto di intercettazioni per le quali e' stata ordinata la distruzione, per chi pubblica anche in modo riassuntivo o parziale atti e contenuti relativi a conversazioni o flussi di comunicazione riguardanti fatti e circostanze o persone estranee alle indagini di cui sia stata disposta l’espunzione. E' chiaro che, insieme a persone estranee all'inchiesta non sara' nemmeno possibile pubblicare retroscena scorretti riguardanti politici e furbetti del quartierino. Arresto fino a trenta giorni anche in caso siano pubblicate intercettazioni non piu' coperte da segreto.

Infatti anche gli atti non piu' coperti dal segreto non potranno essere pubblicati fino a che non siano concluse le indagini preliminari o fino al termine dell'udienza preliminare, se non per riassunto, mentre sara' vietata la pubblicazione delle intercettazioni anche se non più coperte da segreto, fino alla fine delle indagini preliminari, con evidente violazione del diritto di cronaca e del diritto dei cittadini all'informazione e in spregio alle sentenze della Corte dei diritti dell'uomo.

Multe per editori e pubblici ufficiali, PM fantasma (il cui nome, cioe' non deve essere noto in relazione all'inchiesta), giro di vite sulle intercettazioni riguardanti utenze dei servizi segreti e divieto di riprese TV se le parti in causa non assentono, completano il vero e proprio "assassinio dell'informazione" messo in atto con questo ddl, quando invece proprio un paese come il nostro, in cui mafia e corruzione pervadono ogni livello del potere, sarebbe fondamentale poter conoscere ogni aspetto delle vicende di pubblico interesse (quindi non solo di interesse penale), come peraltro previsto dalla Corte dei diritti dell'uomo.

* presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus

Speciale informazione

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