30 maggio 2009

 
     

Stalking : disciplina legale negli altri Paesi
di Margherita Corriere*

Lo stalking attualmente è dichiarato illegale nella maggior parte dei paesi di lingua inglese, tra i quali, gli USA, il Regno Unito, l' Australia, il Canada e la Nuova Zelanda. Successivamente è stata sancita la illegalità dello stalking anche in alcuni paesi dell'Europa del nord e anche in altre parti del mondo.

In alcune nazioni, tra cui l'Inghilterra, sono sufficienti due episodi di condotte moleste per punirne l'autore. In molti stati, invece, per sussistere l' illecito occorre la presenza di un comportamento che produca ansia o paura nella vittima. In altri paesi l'unico requisito richiesto dalla legge è che il comportamento del reo sia sostenuto da un intento doloso. In diverse nazioni sono previste, a tutela della vittima di stalking, anche misure di tipo civilistico, quali ingiunzioni o ordini di protezione (ad esempio, allo stalker può essere vietato di avvicinarsi alla zona in cui si trova l'abitazione della vittima).

Negli Stati Uniti, dopo alcuni assassinii eccellenti di star del cinema, a seguito di molestie ed atti persecutori, lo Stato della California nel 1992 si forniva di una normativa antistalking. Nello stesso anno il Congresso degli USA deliberava che la massima autorità giudiziaria della federazione, L'Attorney General, attraverso il National Istitute of Giustice, conducesse ricerche sul fenomeno e sviluppasse un modello legislativo applicabile nelle singole legislazioni degli stati membri. Si approvò la normativa, che, prevedendo la definizione di un pattern mentale caratterizzabile come stalking, qualificava lo stalking come "l'intenzionale malevolo e persistente comportamento di seguire o molestare un'altra persona".

Alcuni Stati, per essere perseguito l'autore dello stalking, richiedevano che insieme alla molestia sussistesse anche una minaccia credibile e che apparisse verosimile che il persecutore potesse attuare la minaccia. Si esigeva , pertanto, che la paura provata dalla vittima fosse diretta conseguenza dei comportamenti messi in atto dal persecutore. Solo alcuni Stati hanno accolto il concetto di " delitto grave" punendo il reato di stalking con una pena fino a 5 anni di reclusione. In diversi stati , in mancanza della minaccia esplicita, sono stabilite pene meno gravi (la pena massima di 6 mesi di reclusione).

In Canada il 1° agosto del 1993 è stato inserito nel Criminal Code il reato di molestia criminale (criminal harassment) per contrastare in particolare i fenomeni di violenza contro le donne. L'articolo 264 sancisce che è vietato agire nei confronti di una persona, in modo da farla sentire molestata, se l'atto in questione ha per effetto di farle ragionevolmente temere per la propria sicurezza o per quella di altre persone di sua conoscenza. Ecco, nello specifico, le condotte incriminate: "molestare intenzionalmente un'altra persona in ciascuno di questi modi:

  • seguendo o comunicando con quella persona e conoscenti anche indirettamente;
  • sorvegliando i luoghi dove quella persona o un suo conoscente risiede, o si trova;
  • mettendo in atto condotta minacciosa di qualsiasi tipo diretta a quella persona o suoi familiari tale da temere per la sua sicurezza.".

Tali comportamenti sono puniti con una pena detentiva che nel suo massimo è stata portata da cinque a dieci anni a partire dal 2002. Rammentiamo che dal 1997 le disposizioni relative alle molestie criminali sono state ulteriormente inasprite e l'omicidio commesso in un contesto di molestia insistente è considerato omicidio di primo grado.

Nel Regno Unito , nel giugno del 1997, entrava in vigore il Protection from Harassment Act. Questa normativa disciplina due diverse forme di comportamento antisociale: la molestia vera e propria, denominata "harassment" ed il provocare in altri la paura di subire azioni violente, definito " putting people in fear of violence ". La molestia - harassment - "consiste nello spaventare o produrre angoscia in un'altra persona". Per configurarsi l'ipotesi di reato occorrono almeno due episodi ed è necessario che chi lo commette sappia o debba sapere che il suo comportamento costituisce molestia. Si stabilisce che lo stalker dovrebbe rendersi conto di arrecare molestia se "una persona di normale raziocinio in possesso delle stesse informazioni valutasse tale condotta come una molestia".

Per quanto riguarda le sanzioni, la legge prevede la reclusione fino a 6 mesi o una multa fino ad un massimo di 5000 sterline (circa 7.400 euro), o entrambe, a seconda della gravità dei fatti. Il provocare in altri la paura di subire azioni violente - putting people in fear of violence - consiste nel "produrre in un'altra persona di normale raziocinio, in almeno due occasioni, la paura di subire condotte violente". La pena massima in questo caso è la reclusione fino a 5 anni o una multa di entità indefinita, oppure entrambe. In tutti e due i casi è previsto l'arresto immediato e la perquisizione della proprietà della vittima al fine di individuare le prove del comportamento di molestie assillanti. La legge prevede, altresì, l'adozione di ordini di protezione nei confronti dei soggetti condannati per il reato in questione. L'ordine può anche essere disposto dopo la detenzione, anche congiuntamente ad altri provvedimenti previsti dalla legge.

In Belgio lo stalking è stato riconosciuto come reato a partire dal 1998, ma la legge belga preferisce definire il fenomeno "belaging". Il codice penale belga all'art. art. 442 bis definisce lo stalking nel seguente modo: "Chiunque abbia molestato una persona, mentre era a conoscenza o avrebbe dovuto comunque sapere che il suo comportamento era tale da violare la tranquillità di un'altra persona, sarà punito con la reclusione da 15 giorni a due anni e con una multa da 50 a 300 euro o con una di queste sanzioni". Il comportamento descritto in questa norma può essere punito solo ed esclusivamente su denuncia della persona molestata. In Olanda, per stalking si intende: molestare e perseguitare ripetutamente una persona con intenzione e sapendo di provocare nella stessa paura per la propria sicurezza.

Il 12 luglio del 2000 è entrata in vigore una legge contro lo stalking, che è stata denominata "Anti-stalkingswet' o 'Wet Belaging". La definizione legale è contenuta nell'articolo 285b del codice penale che stabilisce quanto segue: 1. "Chi, illegittimamente, volontariamente e sistematicamente viola la vita privata di una persona con l'intenzione di costringere la stessa a fare, non fare o tollerare qualcosa, o a spaventarla, è punito, se colpevole di 'belaging-stalking', con la reclusione fino ad un massimo di tre anni o con una sanzione di quarta categoria". Il soggetto è perseguito solo a seguito di denuncia da parte della vittima.

La condotta, che può integrare un'ipotesi di stalking/belaging, viene intesa in senso abbastanza generale. In tale normativa antistalking non è stata applicata la limitazione in base alla quale si configura il reato solo nel caso in cui la vittima sia stata chiaramente danneggiata dalla condotta del molestatore L'intervento di tipo penale rappresenta, invero, una extrema ratio, cioè la soluzione ultima. Le parti coinvolte, infatti, dovrebbero, preliminarmente, cercare di risolvere la situazione attraverso una conciliazione, con l'aiuto di un mediatore. Successivamente, laddove questo primo tentativo non funzionasse, la vittima potrebbe fare ricorso alla legge civile e soltanto alla fine, in caso di insuccesso di queste strategie, dovrebbe essere attivato un procedimento penale.

Per difendersi dallo stalking, la vittima può ricorrere infatti al diritto civile, richiedendo un divieto di approccio e/o di telefonare, ossia un divieto di avvicinamento o di contatto. Al fine di ottenere tali provvedimenti è comunque necessario dimostrare lo stalking mediante testimoni e prove. Il divieto di avvicinamento o di contatto "street- or contact ban" è diretto a tenere lo stalker lontano dalla vittima e a fornire una base per un ulteriore intervento legale qualora vi sia una violazione del divieto.

In Svizzera il 1° luglio 2007 è entrata in vigore una normativa che ha introdotto l'art. 28b nel codice civile e che si riferisce in concreto alla protezione delle vittime da violenza, minacce ed insidie. In base a tale articolo chi è vittima di molestie può richiedere al giudice di vietare allo stalker di avvicinarsi od accedere ad un perimetro determinato attorno alla sua abitazione, di trattenersi in particolari luoghi, vie, quartieri e di mettersi in contatto telefonico, elettronico o in qualsivoglia altro modo con la stessa. Tali divieti possono essere attuati in maniera molto rapida mediante provvedimenti giudiziari con misure provvisionali ( del tipo dei nostri provvedimenti d'urgenza ex art. 700 C.P.C.). In caso di inosservanza di tali provvedimenti il giudice può comminare all'autore delle molestie la pena prevista dall'art. 292 del codice penale ( disobbedienza a decisioni dell'autorità); in questo modo è possibile accusare lo stalker anche di un reato penalmente sanzionato, che serva da deterrente per la reiterazione della condotta violenta ed insidiosa.

In Germania nel marzo del 2007 è stata approvata la quarantesima legge di modifica della normativa penale, che ha introdotto nell'ordinamento tedesco il reato di stalking con il nuovo art. 238 del codice penale , rubricato come "Nachstellung", che significa atto di persecuzione o caccia. In base alla nuova disciplina è punibile con la detenzione fino a tre anni o con il pagamento di un'ammenda pecuniaria "chiunque perseguiti illecitamente una persona cercando insistentemente la sua vicinanza, tenti di stabilire con essa un contatto tramite i mezzi di telecomunicazione o l'ausilio di terzi, ordini merci o servizi utilizzando abusivamente i suoi dati personali oppure induca un terzo a mettersi in contatto con essa, minacci con lesioni corporali l'incolumità, la salute e la libertà della vittima o di una persona ad essa vicina, oppure compia azioni simili che rechino grave pregiudizio all'organizzazione di vita di tale persona".

I commi 2 e 3 dell'art. 238 del codice penale prevedono " una pena detentiva che va da tre mesi a cinque anni se il molestatore mette in pericolo di morte o provoca un grave danno di salute alla vittima, ad un suo familiare o ad una persona ad essa vicina ed una pena detentiva che va da uno a dieci anni in caso di morte della vittima, di un suo familiare o di una persona ad essa vicina". Tranne i casi più gravi previsti da tale articolo il reato di stalking è normalmente perseguito su richiesta di parte, ma può comunque esserlo d'ufficio nel caso in cui l'autorità giudiziaria ravvisi un interesse pubblico all'azione penale.

In Spagna, benché non sia prevista una norma specifica che sanzioni penalmente lo stalking, nel suo codice penale esistono due fattispecie a cui ricorrere onde perseguirlo. Ed infatti, nei casi meno gravi, lo stalking viene considerato alla stregua di una condotta diretta ad insultare, minacciare, umiliare in maniera non grave una persona e, pertanto, viene ricondotto nell'ambito dell'art. 620.2 del codice penale e punito come contravvenzione. Nei casi di stalking più gravi il giudice ricorre all'art. 173 del codice penale, contenuto nel titolo VII "Torture ed altre offese contro l'integrità morale ".

(< prima parte)

* avvocato cassazionista esperto in diritto di famiglia e dei minori, responsabile provinciale dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti per Cosenza / Relazione al Convegno: Violenze sul partner e stalking dell'Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus - Cosenza, 16 maggio '2009.

Atti del convegno sullo stalking

___________

NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org