08 dicembre 2007

 
     

Impuniti : storie di un sistema incapace sprecone e felice
di red

L’utopia travestita da piano urbanistico. La riqualificazione ambientale che diventa scempio. L’emergenza come prassi quotidiana. Lo sperpero dissennato di risorse pubbliche. Bilanci violentati da gestioni creative e ambiziose. Il non fare né decidere come forma di tutela dal dissenso. L’atteggiamento leggero e spavaldo di chi non sarà mai chiamato a rispondere delle proprie azioni, e lo sa.

Antonello Caporale ci accompagna in un viaggio nell’Italia dello spreco e della malapolitica, attraverso le piccole e grandi storie che testimoniano lo stato di salute della nostra democrazia. Da nord a sud del Paese il libro documenta gli episodi, le opere e le omissioni di un sistema afflitto da un moto autodistruttivo e al tempo stesso autoconservatore, nel quale i responsabili si trincerano dietro le spesse mura dei palazzi del potere.

Con gli strumenti dell’inchiesta giornalistica, Caporale riesce a penetrare il fortino per svelare i nomi e cognomi: chi ha fatto cosa, quali danni ha procurato alle casse dello Stato, all’ambiente, al territorio e, soprattutto, perché. Un lavoro che si propone di far parlare i fatti e i loro protagonisti, confrontando in maniera trasparente l’idea iniziale e il risultato finale: il dire e il fare, alla luce del mare che li separa. Non una critica sterile, dunque, né una banale gogna per la classe dirigente, ma un’analisi che punta i riflettori sulla tecnica formidabile dell’occultamento collettivo delle responsabilità, con cui il potere si difende, confondendosi in una nebulosa grigia dai confini labili.

L’inchiesta si svolge e riavvolge a ritmi serrati, servendosi della più accattivante forma narrativa. Prende per mano il lettore, lo coinvolge, lo trascina su e giù per l’Italia, in un vortice di suggestioni e sentimenti simile a un giro sulle montagne russe. Davanti alla passerella di volti noti e sconosciuti, opere incompiute, grandi scempi e piccoli incidenti di percorso, il lettore si meraviglia, si sbigottisce e si indigna; ride, sbarra gli occhi e si arrabbia in un continuo saliscendi emozionale che lo porta a chiedersi: "Com’è stato possibile?".

Alle storie raccontate si alterna e si sovrappone il pensiero di sociologi e politologi, che affiancano l’autore nel percorso attraverso una democrazia «senza popolo» e «senza responsabilità», dunque «senza memoria e senza consenso». Il libro di Antonello Caporale è un atto di responsabilità, un segno di passione civile, un invito a riflettere sui confini della democrazia così come noi l’abbiamo conosciuta. Per scoprire quale sia il limite da non superare, e se invece qualcuno non l’abbia già oltrepassato. Se è un viaggio di sola andata, o se ci sia ancora un modo per tornare indietro.

"E' un tratto caratteristico del nostro Paese. Gli uomini passano, le colpe restano e non c’è mai nessuno che se ne assuma la responsabilità. Non si sa bene chi debba o possa rimediare agli errori, alle mancanze, agli scempi. Dirigenti scellerati si dimettono da consigli d’amministrazione dietro pagamento di liquidazioni milionarie; politici si lasciano alle spalle bilanci disastrati, enti prossimi al fallimento, per rifarsi una verginità con un nuovo incarico, che nulla sa del precedente. Incarico nuovo, vita nuova e reputazione tirata a lucido. Per alcuni il conto in banca lievita a ogni passaggio, per altri ogni passaggio è un grado in più nella scala del potere. Non sono latitanti. Non fuggono, né si nascondono, i responsabili. è la memoria corta del Paese che li rende irreperibili. Fa di loro degli incolpevoli e dunque degli impuniti."

Impuniti
Storie di un sistema incapace sprecone e felice
di Antonello Caporale
Ed. Baldini Castoldi Dalai, 2007
pagg. 320, euro 17,50

Speciale etica e politica

Speciale disastrStato

___________

NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

 

 

le letture che consigliamo